I dubbi della lega di Novi sulla permuta ex macello–Lidl
Torna al centro del dibattito politico locale la possibile operazione di permuta tra l’area comunale dell’ex macello e l’area attualmente occupata dal supermercato Lidl. A sollevare perplessità è il gruppo consiliare Lega – Lavoriamo per Novi, che ha diffuso un comunicato in cui esprime preoccupazione per la riapertura del dossier da parte dell’attuale Amministrazione comunale.
Nel documento, il gruppo ricorda come la precedente amministrazione Cabella avesse avviato l’iter esclusivamente con una delibera di indirizzo, finalizzata a verificare la fattibilità tecnica ed economica dell’operazione. Secondo quanto riportato, le prime valutazioni avevano evidenziato una mancanza di sostenibilità e convenienza per l’ente pubblico, portando la giunta dell’epoca a non procedere ulteriormente.
Per la Lega mancano le ragioni di interesse pubblico
La Lega sottolinea che l’ipotesi di permuta riemerge oggi senza che, a loro avviso, siano state esplicitate le ragioni di interesse pubblico. In particolare, il gruppo evidenzia come lo schema prospettato prevederebbe la cessione di un’area comunale ritenuta più ampia e con maggiori potenzialità urbanistiche, a fronte di un’area di dimensioni inferiori e già edificata. Nel comunicato viene inoltre segnalata l’assenza di perizie comparative rese pubbliche, di un bando aperto e di un confronto approfondito in Consiglio comunale.
Secondo il gruppo consiliare, la riproposizione di un’operazione già valutata in passato come non sostenibile solleverebbe interrogativi di natura politica. Nel testo si legge che, quando “una scelta appare priva di un chiaro vantaggio per la collettività, ma particolarmente conveniente per soggetti privati, il dubbio che si tratti di una merce di scambio politico diventa inevitabile”.
Questioni su cui la Lega chiede chiarimenti
Nel comunicato vengono inoltre elencate alcune questioni che, secondo la Lega, meriterebbero chiarimenti pubblici: chi trarrebbe effettivo beneficio dalla permuta, se vi siano accordi politici sottostanti e per quali ragioni non si stiano valutando alternative come procedure aperte e trasparenti, ad esempio un’asta pubblica per la valorizzazione del patrimonio comunale.
Il gruppo Lega – Lavoriamo per Novi conclude annunciando che, qualora l’Amministrazione decidesse di procedere senza fornire chiarimenti ritenuti adeguati e senza dimostrare un beneficio economico evidente per il Comune, si opporrà “in ogni sede istituzionale”. Nel testo si afferma infine che “il patrimonio dei novesi non può diventare oggetto di trattative politiche o scambi di favore” e che la città “merita trasparenza”.
