Presenza di cloroformio nelle acque di Pozzolo
Una parte significativa del territorio comunale di Pozzolo risulta interessata dalla presenza di cloroformio nelle acque sotterranee. La sostanza, classificata come potenzialmente cancerogena, è stata rilevata nel corso delle attività di monitoraggio ambientale, sebbene – secondo quanto precisato dalla Regione – le concentrazioni riscontrate non comportino attualmente rischi per l’ambiente.
Il quadro, tuttavia, continua a destare preoccupazione tra i residenti, anche alla luce di precedenti episodi di inquinamento da nitrati e dell’assenza, ad oggi, di una chiara individuazione dell’origine della contaminazione da cloroformio.
Le rilevazioni dell’Arpa
Le rilevazioni sono emerse nell’ambito delle campagne di monitoraggio condotte da Arpa Piemonte in prossimità dei cantieri del Terzo Valico. In alcuni pozzi situati vicino alle aree interessate dai lavori sono stati riscontrati valori medi di cloroformio pari a 0,47 e 0,67 microgrammi per litro. È stata inoltre accertata la presenza di bromodiclorometano, seppure entro i limiti previsti dalla normativa vigente.
La questione è stata portata all’attenzione dell’Osservatorio ambientale del Terzo Valico il 22 gennaio, in seguito a un’interrogazione del consigliere regionale Pasquale Coluccio (Movimento 5 Stelle). In tale sede è stato ricordato che l’ultimo report del Cociv sulle matrici ambientali, riferito a novembre, non ha evidenziato criticità per le acque superficiali e sotterranee.
Le parole della Regione
L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, ha riferito che tra il 2020 e il 2025, su 54 dati di monitoraggio disponibili, in 19 casi i valori hanno superato il limite di quantificazione e in sei casi hanno oltrepassato la soglia di contaminazione fissata a 15 microgrammi per litro. L’assessore ha inoltre precisato che la presenza di cloroformio risulta saltuaria e di modesta entità e che la sostanza non è utilizzata nei cantieri del Terzo Valico, escludendo quindi un collegamento diretto con tali attività.
Nonostante ciò, l’Osservatorio ambientale ha richiesto al Cociv un approfondimento tecnico, successivamente affidato al Politecnico di Torino. Lo studio, al momento non reso pubblico, avrebbe evidenziato una diffusione del cloroformio a basse concentrazioni in una vasta area del territorio pozzolese, anche a monte e lateralmente rispetto ai cantieri, rafforzando l’ipotesi di un’origine non riconducibile alle opere in corso.
Secondo le conclusioni tecniche, l’origine della contaminazione non sarebbe individuabile in una sorgente puntuale, ma andrebbe ricondotta a processi di antropizzazione che avrebbero determinato una contaminazione diffusa nel tempo.
Il consigliere Coluccio ha giudicato positivamente il fatto che i livelli rilevati non rappresentino un pericolo immediato per l’ambiente, sottolineando però la necessità di proseguire con un monitoraggio costante e di rafforzare i controlli. Anche il sindaco di Pozzolo, Domenico Miloscio, ha rassicurato la cittadinanza, confermando che l’attenzione resta alta e che le attività di monitoraggio proseguono in modo continuativo.