In Parlamento si discuterà delle barriere antirumore a Novi
Il futuro del progetto per la realizzazione delle barriere antirumore nel tratto urbano di Novi Ligure, lungo la linea ferroviaria Genova–Torino, sarà oggetto di un confronto a livello nazionale. L’intervento, legato ai lavori del Terzo Valico dei Giovi e dal valore complessivo di circa 49 milioni di euro, sarà discusso in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito di un’interrogazione parlamentare.
Il progetto risulta attualmente fermo a causa dell’esito negativo di tre procedure di gara, tutte andate deserte, e del mancato perfezionamento di una successiva fase di affidamento. Lo stallo ha generato incertezze sui tempi di realizzazione e ha riacceso il dibattito sul territorio, anche in relazione alla mancanza di un confronto strutturato con gli enti locali sulle soluzioni di mitigazione acustica, tema sollevato dal Comune di Novi Ligure sin dai primi anni Duemila.
Le soluzioni alternative
Nel corso di recenti audizioni regionali con i vertici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Trenitalia, sono state avanzate richieste di approfondimento sull’effettiva necessità dell’opera, valutando possibili revisioni progettuali o soluzioni alternative meno impattanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico. RFI ha confermato che le barriere rientrano nell’appalto generale del Terzo Valico, manifestando tuttavia disponibilità a valutare modifiche tecniche, come l’utilizzo di materiali trasparenti in alcuni tratti, pur escludendo al momento l’ipotesi di una loro completa eliminazione.
Il confronto proseguirà con un successivo incontro tecnico, al quale dovrebbero partecipare anche i referenti progettuali e l’amministrazione comunale, per una valutazione condivisa delle possibili alternative.
Riallocare le risorse
A livello parlamentare, il Governo sarà chiamato a chiarire lo stato delle procedure di affidamento, le cause dello stallo e le tempistiche previste, oltre a verificare la possibilità di attivare un tavolo tecnico-istituzionale con gli enti territoriali interessati. Tra i temi oggetto di approfondimento vi è anche l’eventuale rimodulazione, totale o parziale, delle risorse stanziate, qualora l’intervento non risultasse cantierabile, destinandole ad altre opere infrastrutturali considerate prioritarie per il territorio provinciale, in particolare in materia di viabilità, sicurezza stradale e mobilità.