La conferma del Sindaco di Pozzolo sull’assenza di rischio per il cloroformio nelle acque

Nel corso di un incontro istituzionale svoltosi nel pomeriggio di ieri presso il municipio di Pozzolo, l’amministrazione comunale ha affrontato il tema della presenza di cloroformio in alcuni pozzi privati situati nelle vicinanze dei cantieri del Terzo Valico dei Giovi. Alla riunione hanno preso parte, oltre al sindaco Domenico Miloscio, rappresentanti di Arpa, Asl, Cociv, Italferr, Regione Piemonte – con l’assessore Enrico Bussalino – e Provincia, con l’obiettivo di fare chiarezza sui dati emersi dalle analisi delle acque e ridimensionare le preoccupazioni diffuse nelle scorse settimane.

 

Secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, i valori rilevati nei monitoraggi, resi pubblici a gennaio dalla minoranza attraverso un accesso agli atti, non indicherebbero situazioni di pericolo per la salute o per l’ambiente. Il sindaco ha sottolineato che, a suo avviso, attorno alla vicenda si sarebbe generata confusione e disinformazione, ribadendo che non sussistono rischi né per la qualità dell’acqua né per l’ambiente.

 

Le analisi di Arpa

Le analisi condotte da Arpa hanno rilevato la presenza di cloroformio e bromodiclorometano, sostanze classificate come potenzialmente cancerogene. Nel caso del cloroformio, sono state registrate meno di venti positività complessive e sei superamenti della soglia di contaminazione fissata a 0,15 microgrammi per litro. Il valore più elevato, pari a 0,67 microgrammi per litro, è stato riscontrato nel pozzo di cascina Cappellino, in direzione Rivalta Scrivia.

 

La direttrice di Arpa Alessandria, Marta Scrivanti, ha spiegato che in cinque anni di monitoraggi le positività da cloroformio sono state 19 su 54 campionamenti, cioè valori superiori al limite minimo di rilevabilità (0,05 microgrammi per litro). I sei casi oltre la soglia, ha precisato, non configurerebbero una contaminazione tale da rendere necessarie operazioni di bonifica. Inoltre, i dati sono stati raccolti tra il 2022 e il 2025 in punti diversi del territorio, elemento che non consente di individuare una fonte specifica. È stato inoltre evidenziato che nei cantieri del Terzo Valico non viene utilizzato cloroformio.

 

Scrivanti ha anche chiarito che si tratta di un tipo di inquinamento diffuso e persistente, dovuto alla lentezza con cui la sostanza si degrada nel tempo. A partire da marzo sono previsti nuovi monitoraggi con cadenza semestrale, dai quali ci si attende un quadro rassicurante.

 

La diffusione della notizia ha comunque suscitato preoccupazione tra i residenti, che si sono interrogati sull’eventuale utilizzo dell’acqua dei pozzi privati. Il sindaco ha riferito di aver ricevuto numerose richieste di chiarimento, ribadendo la convinzione che l’acqua resti potabile e che non vi siano condizioni tali da giustificare provvedimenti restrittivi.

 

Gestione Acqua e Cociv

Gestione Acqua ha ricordato che i dati emersi non riguardano l’acquedotto comunale. Analoga precisazione è arrivata dall’Asl, attraverso Paolo Merlo, che ha spiegato come la rete idrica di Pozzolo sia alimentata da acqua proveniente dalla Val Borbera e venga sottoposta a controlli costanti insieme al gestore. Secondo quanto riferito, non sarebbero stati rilevati valori anomali. È stato inoltre confermato che l’acqua dei pozzi può essere utilizzata per l’irrigazione degli orti.

 

Dal canto loro, i tecnici del Cociv hanno illustrato l’attività di monitoraggio ambientale, pari a circa mille controlli al mese, i cui risultati vengono trasmessi all’Osservatorio ambientale. Lo studio condotto lo scorso anno sul cloroformio ha interessato 15 punti nell’area della cava Romanellotta e altri 18 a monte dei cantieri, evidenziando presenze di minima entità riconducibili a zone esterne ai lavori.

 

In conclusione, il sindaco ha ribadito di non aver emanato alcuna ordinanza, ritenendo che non sussistano le condizioni per farlo, e ha confermato l’assenza di pericoli sotto il profilo sanitario e ambientale.

 

Foto di Dino Ferretti.