Il nuovo casello dell’A26 nella zona di Predosa

Prende forma il progetto del nuovo casello autostradale “Acqui-Predosa” sulla A26. La conferenza dei servizi convocata ad Alessandria ha infatti individuato l’area destinata a ospitare la nuova uscita lungo la direttrice tra Sezzadio e Predosa, nei pressi della zona industriale ovest e tra i cavalcavia di Sezzadio e Castelferro.

 

La scelta supera definitivamente l’ipotesi alternativa sostenuta nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale di Predosa, che prevedeva la realizzazione del casello lungo la diramazione tra A26 e A7 Milano-Genova, in prossimità dell’azienda Grafoplast. Secondo il consigliere regionale della Lega Marco Protopapa, la soluzione individuata consentirebbe di rispondere alle esigenze logistiche dell’Acquese e ai flussi di traffico diretti verso la Liguria, evitando inoltre i maggiori costi e le difficoltà planimetriche che avrebbe comportato l’altra localizzazione.

 

La tutela dell’ambiente

La conferenza dei servizi ha però posto al centro anche il tema della tutela ambientale e, in particolare, delle risorse idriche. I Comuni di Rivalta Bormida, Cassine, Castelnuovo Bormida, Predosa, Sezzadio e Strevi hanno chiesto l’inserimento di uno specifico documento che preveda il divieto di nuovi impianti destinati al trattamento, allo stoccaggio o allo smaltimento di rifiuti industriali speciali o pericolosi nell’area interessata.

 

La falda di ricarica

La richiesta è legata alla presenza di una vasta falda di ricarica, considerata strategica per l’approvvigionamento idrico del territorio e potenzialmente in grado di fornire acqua a oltre 200 mila persone. Il sindaco di Rivalta Bormida Claudio Pronzato ha evidenziato come la futura bretella Predosa-Strevi, destinata a collegare il nuovo casello con l’Acquese, possa aumentare l’attrattività logistica della zona e, di conseguenza, anche il carico antropico. Da qui la richiesta di adottare misure preventive per evitare alterazioni delle falde e possibili fenomeni di contaminazione del reticolo idrico.

 

La sindaca di Predosa Maura Pastorino ha sottolineato la soddisfazione per la coesione raggiunta tra i sindaci e i rappresentanti del territorio su una questione che nei mesi scorsi aveva generato posizioni differenti. La conferenza dei servizi non è ancora conclusa e, secondo l’amministrazione, resta quindi ancora molto lavoro da svolgere.

 

Lo spostamento del pozzo

Per quanto riguarda gli aspetti legati all’approvvigionamento idrico, la realizzazione del nuovo casello comporterà lo spostamento del pozzo di captazione dell’acquedotto di Castelferro. Sono state individuate tre possibili alternative. Il Comune di Predosa, pur avendo confermato la posizione favorevole alla soluzione inizialmente proposta sulla diramazione A7-A26, ha infatti manifestato la disponibilità a valutare la nuova localizzazione sulla A26, a sud-ovest della zona dei pozzi dell’interconnessione idrica Predosa-Acqui Terme, in corrispondenza della strada provinciale 190.

 

La disponibilità è però subordinata alla messa in sicurezza delle risorse idriche. Tra gli interventi previsti rientrerebbero la perforazione di un nuovo pozzo destinato all’acquedotto delle frazioni e il collegamento con il campo pozzi So.Ge.Ri. Sarà inoltre necessario adeguare la viabilità, raccordando il nuovo casello con la strada provinciale 185 Ovada-Alessandria nel breve tratto che separa le due infrastrutture.

La nuova uscita autostradale si inserisce così in un progetto più ampio di potenziamento dei collegamenti con l’Acquese, che dovrà essere accompagnato dalla realizzazione della bretella Predosa-Strevi e, parallelamente, da precise garanzie per la salvaguardia delle risorse idriche del territorio.