Non si ferma la produzione all’ex Ilva di Novi

La prospettiva di una chiusura dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure sembra, almeno per il momento, allontanarsi. I commissari di Acciaierie d’Italia hanno infatti chiarito che non è previsto un fermo della produzione e che, per il sito novese, si sta lavorando a una soluzione analoga a quelle individuate per Taranto e Genova, dove è previsto il richiamo dalla cassa integrazione straordinaria del personale necessario a garantire la continuità produttiva.

Le eventuali brevi sospensioni tecniche tra una fase di lavorazione e l’altra, hanno precisato i commissari, rientrerebbero in un piano di continuità produttiva e occupazionale, non in una cessazione dell’attività. L’obiettivo è inoltre contenere gli effetti della contrazione della produzione, tutelare l’occupazione e limitare le conseguenze sull’indotto.

 

Le materie prime e il futuro

Sul fronte delle materie prime, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riferito alla Camera che sono arrivate le prime navi con le bramme destinate ai laminatoi di Taranto, mentre per Genova e Novi Ligure si punta a reperire i coils attraverso partner industriali.

 

Resta aperta la partita relativa alla futura assegnazione del gruppo. La scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti è stata prorogata al 9 novembre, anche in attesa della pronuncia della Cassazione sul provvedimento della Corte d’Appello di Milano riguardante gli altiforni di Taranto.

Nel corso del question time, Urso ha inoltre spiegato che la possibilità di separare gli stabilimenti del Nord dal complesso tarantino era già contemplata nell’aggiornamento della gara. Finora, tuttavia, nessun soggetto avrebbe presentato un’offerta per l’intera area settentrionale separatamente da Taranto. Secondo il ministro, alcuni gruppi hanno manifestato interesse per l’intero complesso produttivo, mentre altri hanno guardato a singoli stabilimenti. La possibilità di formulare una proposta per il Nord rimarrebbe comunque aperta fino alla conclusione della fase negoziale.

 

Lo sciopero di oggi

Intanto, prosegue il confronto sul futuro del sito novese. A Palazzo Ghilini, il prefetto Alessandra Vinciguerra ha ricevuto una delegazione di lavoratori, rappresentanti sindacali e Rsu dello stabilimento. Per lunedì mattina è inoltre previsto un incontro in videocollegamento con i commissari, dedicato alle prospettive immediate della fabbrica. La Prefettura collaborerà anche alla preparazione di un documento condiviso con i sindacati da sottoporre alla Regione il 21 ottobre.

 

La mobilitazione, nel frattempo, continua. Per oggi è stato proclamato un ulteriore sciopero di otto ore, accompagnato da un presidio in forma pacifica in viale Saffi, a Novi Ligure. L’iniziativa punta a sensibilizzare la cittadinanza sulle ragioni della protesta, in una fase considerata decisiva per il futuro dello stabilimento. Il prossimo appuntamento istituzionale sarà il consiglio comunale aperto sulla vicenda ex Ilva, in programma il 26 ottobre alle 21 al Museo dei Campionissimi.

 

 

Al di là degli sviluppi sul piano industriale e istituzionale, i lavoratori hanno voluto rivolgersi direttamente alla comunità novese, sottolineando il legame storico tra la fabbrica e il territorio. Nella lettera indirizzata ai cittadini, hanno ricordato che lo stabilimento non rappresenta soltanto un luogo di lavoro, ma una componente della storia delle famiglie e delle radici economiche e sociali della città.

 

Secondo i dipendenti, una chiusura o un ridimensionamento avrebbe conseguenze che andrebbero ben oltre i cancelli della fabbrica, coinvolgendo l’intero tessuto produttivo locale. Per questo hanno chiesto la solidarietà di associazioni, commercianti, giovani, cittadini e istituzioni, invitandoli a sostenere le iniziative che saranno organizzate nelle prossime settimane.

 

Il quadro resta dunque in evoluzione. Se da un lato le dichiarazioni dei commissari escludono, allo stato attuale, un arresto della produzione a Novi, dall’altro rimangono da definire le modalità concrete per garantire la continuità dello stabilimento e le prospettive occupazionali. I prossimi incontri e l’esito della procedura di assegnazione saranno passaggi fondamentali per capire quale futuro attenda la fabbrica e i suoi lavoratori.

 

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