Linea Genova-Milano, la dura critica dell’Associazione Pendolari Novesi

L’Associazione pendolari novesi denuncia la mancata collaborazione di Liguria, Lombardia e Piemonte durante i disagi ferroviari della scorsa estate, quando i lavori sul ponte sul Po a Bressana Bottarone avevano comportato una significativa riduzione del servizio sulla linea Genova-Milano, fino alla completa interruzione per un determinato periodo.

A tracciare un bilancio critico dei rapporti con le istituzioni regionali è il presidente dell’Apn, Andrea Pernigotti, che riconosce la necessità degli interventi infrastrutturali, ma contesta la gestione delle richieste avanzate per limitare le ripercussioni sui viaggiatori.

 

La richiesta a marzo

Già a marzo, l’associazione aveva chiesto alla Regione Liguria di valutare la possibilità di far fermare a Novi Ligure alcuni treni regionali veloci Genova-Milano deviati, durante la seconda fase dei lavori, lungo il percorso via Alessandria e Mortara. La proposta prevedeva almeno una fermata al mattino in direzione Milano e una la sera verso Genova.

La richiesta era stata respinta per motivi tecnici, con la spiegazione che anche una sosta di due minuti a Novi avrebbe compromesso la programmazione dei treni. Secondo Pernigotti, tuttavia, l’associazione aveva successivamente appreso che il convoglio 3016 effettuava al mattino una sosta di circa venti minuti nella stazione di Mortara. Una circostanza che, a suo giudizio, rendeva difficile comprendere il diniego ricevuto.

 

 

Nessun sostegno da Lombardia e Piemonte

Anche dalla Lombardia non sarebbe arrivata una risposta ufficiale alla proposta di prolungare fino a Novi Ligure il percorso di due treni Trenord tra Alessandria e Milano, via Mortara: il 10026, in partenza da Alessandria alle 6,49 e diretto a Milano Rogoredo, e il 10065, previsto in partenza da Rogoredo alle 17,56 verso Alessandria.

Le critiche dell’Apn riguardano infine la Regione Piemonte, accusata di non essersi attivata per tutelare le esigenze dei pendolari novesi nei confronti delle altre due amministrazioni regionali. Secondo Pernigotti, il territorio non avrebbe ricevuto alcun sostegno da parte dell’ente piemontese.

L’associazione sottolinea inoltre che nessuna delle tre Regioni avrebbe risposto alla lettera inviata dal Comune di Novi Ligure per chiedere l’apertura di un tavolo di confronto sui problemi del trasporto ferroviario. Un’assenza di riscontri che, secondo l’Apn, ha lasciato senza interlocutori istituzionali le richieste avanzate per ridurre i disagi dei viaggiatori.