Grave episodio di violenza dopo Acqui-Novese

Una vittoria sul campo che avrebbe dovuto rappresentare soltanto un momento di sport e crescita per i giovani atleti si è purtroppo trasformata in un grave episodio di violenza. È quanto accaduto ad Acqui al termine della gara del Campionato Regionale Under 16 tra Acqui e Novese, che ha visto prevalere la formazione novese.

 

Nel comunicato diffuso dalla Novese Calcio si sottolinea innanzitutto l’aspetto sportivo della giornata: «Per i nostri allievi 2010 dei mister Liberati e Barberis ieri ad Acqui vittoria sul campo con due bellissime reti di Ghio e una gran parata di Demelas su rigore». Una partita ben giocata dai giovani biancocelesti, macchiata però da fatti che nulla hanno a che vedere con il calcio.

 

Gli episodi di violenza

Secondo la ricostruzione fornita dalla società ospite, allo scadere dell’incontro una parte della tifoseria locale sarebbe entrata in campo, dando origine a un primo scontro. Tra i protagonisti dell’episodio vi sarebbe stato anche un genitore che avrebbe colpito con un calcio all’addome un giovane tesserato della Novese. La situazione, anziché rientrare, sarebbe poi degenerata ulteriormente all’uscita dagli spogliatoi, dove si sarebbe verificata una seconda aggressione nei confronti dei ragazzi, delle famiglie e dello staff tecnico, terminata soltanto con l’arrivo delle forze dell’ordine e la fuga dei responsabili.

 

La Novese, nel proprio comunicato, parla senza mezzi termini di una «oscena e quantomeno rammaricante entrata in campo di una parte di tifoseria Acquese» e condanna con fermezza la violenza subita, pur accogliendo le scuse del responsabile tecnico dell’Acqui, Federico Rovera. La società sottolinea inoltre come simili comportamenti debbano portare a un allontanamento dei soggetti violenti da qualsiasi contesto aggregativo, non solo sportivo, ribadendo che «i nostri ragazzi sono il futuro».

 

Le parole dei dirigenti

Dalla ricostruzione fornita dalla dirigenza novese emerge anche la richiesta di un intervento degli organi competenti, dal Comitato regionale al Giudice sportivo, affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto, almeno per ciò che riguarda i fatti avvenuti all’interno dell’impianto sportivo.

 

Sul fronte acquese, il direttore tecnico Federico Rovera ha espresso il proprio rammarico per l’accaduto, confermando che dalle verifiche effettuate le versioni delle due società risultano sostanzialmente coincidenti. Rovera avrebbe manifestato immediatamente le proprie scuse alla dirigenza e allo staff della Novese, collaborando per individuare i responsabili e ribadendo come la violenza sia da condannare senza attenuanti. Pur riconoscendo che forse sarebbe stato opportuno un intervento preventivo delle forze dell’ordine, il direttore tecnico avrebbe evidenziato come l’episodio sia stato causato da persone non tesserate, estranee alla società, e come l’Acqui si sia trovato coinvolto in una vicenda definita ingiustificabile.

 

Secondo quanto emerso, alla base delle tensioni potrebbero esserci stati attriti verbali e scambi di insulti, anche sui social, tra alcuni ragazzi, legati a precedenti confronti sportivi. Dinamiche che, come sottolineato dallo stesso Rovera, non possono e non devono mai sfociare in aggressioni fisiche o comportamenti violenti, ma che richiedono semmai un maggiore impegno educativo e sanzioni più efficaci.