Il corso per fare i ravioli alle Cantine del Gavi
Un corso per imparare a fare i ravioli in uno dei ristoranti più iconici del territorio come Le Cantine del Gavi. In pochi mesi i corsi delle Cantine del Gavi hanno fatto colpo con ospiti che portano anche i loro figli a vivere un’esperienza inimitabile e in locali che rappresentano la piccola grande storia della cucina del territorio al punto che in molti si fermano a pranzo o cena.
Per chi come la famiglia Rocchi ha creduto fin dal primo giorno in piatti divenuti iconici (il risotto al Gavi su tutti), la soddisfazione di fare conoscere il proprio lavoro senza nulla da nascondere, perché davanti a un piatto di ravioli si cementa la fiducia nel prossimo, a maggior ragione quando li si prepara in gruppo. D’altronde, il nome del ristorante evoca più che un immagine una certezza: una cantina che si snoda sotto le sale del ristorante, visitabile, dove la famiglia colleziona bottiglie dagli anni ‘70. Il Gavi Docg è ovviamente padrone di casa, con etichette rappresentative. Il Piemonte poi è il vero protagonista: cantine storiche di Barolo e Barbaresco, verticali di vini da cantine da Ceretto a Gaia, Conterno e Rinaldi.
«Volevo condividere un’esperienza che ho fatto da bambina quando nonna Pina mi insegnava a cucinare quel piatto»: miglior manifesto culinario non poteva scegliere Roberta Rocchi, con la sorella Elisa titolare del ristorante Le Cantine del Gavi che da qualche tempo mettono a disposizione la loro esperienza e le loro cucine per preparare il piatto per antonomasia del Piemonte che a Gavi si declina come raviolo. L’idea però è figlia del tempo e del ricordo come continua ancora Roberta Rocchi: «Ripensando a mia nonna mi sono ricordata dei pomeriggi autunnali passati con lei a preparare impasto e sfoglia, il tocco (il sugo; ndr) e le carni per preparare un piatto che richiede tempo da condividere e trascorrere insieme».
Trarre insegnamento dai ricordi d’infanzia è la chiave per trasmettere valori e conoscenze che alle Cantine del Gavi si sostanziano in cucina e passione. Così, Roberta ed Elisa, sui social hanno iniziato a promuovere i loro laboratori di cucina e il raviolo ha fatto boom. In modo insolito e figlio dei tempi come spiega ancora una delle cuoche di un ristorante che il prossimo anno festeggia il mezzo secolo ma che per piatti e idee viaggia in anticipo sui tempi: «Accanto alle adesioni di appassionati, conoscenti e frequentatori del nostro ristorante, abbiamo contattato alcuni alberghi della zona che offrono ai loro clienti la possibilità di partecipare al nostro laboratorio. Funziona».
Il corso
Come nel programma Quattro Hotel di Sky dove Bruno Barbieri sperimenta i servizi degli alberghi, anche nel Gaviese i clienti provano i laboratori e si divertono perché soprattutto gli stranieri rimangono affascinati da cosa ci sia dietro un raviolo servito in un piatto. Prosegue Roberta Rocchi: «Il corso dura tre ore dove facciamo anche conoscere i prodotti della nostra terra come vino e focaccia. Mentre prepariamo con i nostri clienti i ravioli, raccontiamo la storia di Gavi e del territorio. Rimangono affascinati. Gli americani poi sono meravigliati anche perché il corso lo teniamo in inglese e alla fine facciamo assaggiare i loro prodotti, realizzati a mano, dall’impasto alla pasta fresca fino al taglio del raviolo. L’unico elemento che trovano pronto è il sugo. Le donne prediligo la cucina mentre i maschi spesso vanno nelle nostre cantine ad ascoltare il corso da cocktail del nostro barman Lashan».
(m.i.)
