Il ponte tra i territori di Fausto Coppi e Gino Bartali a Novi

Un incontro dedicato alla memoria, allo sport e al valore di una storia capace ancora oggi di unire territori e generazioni. È stato questo il cuore di “Dai che adesso arriva Bartali”, uno dei momenti più significativi della giornata conclusiva della Festa della ComUnità, ospitata al Centro Fieristico Dolci Terre di Novi. L’appuntamento, dedicato alle figure di Gino Bartali e Fausto Coppi, ha assunto un valore particolarmente importante grazie alla volontà emersa nel corso dell’incontro di costruire un gemellaggio tra i luoghi legati alla storia dei due grandi campioni del ciclismo italiano.

Un ponte ideale tra i territori legati a Fausto Coppi, con Novi Ligure e il Museo dei Campionissimi, e quelli legati a Gino Bartali, con Ponte a Ema, nel territorio di Bagno a Ripoli, luogo natale del campione e sede del Museo del Ciclismo a lui dedicato.

 

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere, Miller Cioni, consigliere comunale di Bagno a Ripoli, Maurizio Bresci, presidente del Museo del Ciclismo “Gino Bartali” di Firenze, Chiara Vignola, direttrice del Museo dei Campionissimi, e Fausto Angelo Coppi, figlio di Fausto Coppi. A moderare il confronto è stato Giampaolo Bovone, presidente della Fondazione ACOS per la Cultura.

Il dibattito ha rappresentato così non soltanto un’occasione per ricordare le imprese di Bartali e Coppi, ma anche il punto di partenza per rafforzare il rapporto tra realtà museali, istituzioni e territori che continuano a custodire e tramandare la memoria dei due Campionissimi.

 

Il trofeo donato

Particolarmente significativo anche il momento in cui il professore Diego Maranetto ha donato al Museo del Ciclismo “Gino Bartali” un prezioso cimelio appartenuto per oltre settant’anni alla famiglia Santa Maria.

Si tratta di una coppa consegnata dallo stesso Gino Bartali a Mario Santa Maria, che all’epoca aveva appena undici anni, in occasione dell’ultima vittoria da professionista del campione toscano, il Giro di Toscana del 1953.

Il trofeo è rimasto per decenni all’interno della famiglia, passando di generazione in generazione, fino ad arrivare a Diego Maranetto, ultimo erede della famiglia Santa Maria, che ha scelto di donarlo al Museo Bartali affinché potesse essere conservato, valorizzato e restituito alla memoria collettiva.

«Ho deciso di donarlo al Museo Bartali perché non volevo che un oggetto con questa storia rischiasse un giorno di andare perduto. Mi è sembrato giusto che rimanesse in un luogo dedicato alla memoria e al ricordo di questo grande campione», ha raccontato Diego Maranetto, spiegando le ragioni della donazione.

 

Gli altri scambi di doni e cimeli

Il momento è stato arricchito anche da altri gesti simbolici che hanno rafforzato il legame tra Novi Ligure, con il suo Museo dei Campionissimi, e il Museo dedicato a Gino Bartali.

Vilma Borra ha infatti donato a Maurizio Bresci un acquerello da lei realizzato raffigurante Fausto Coppi, destinato al Museo del Ciclismo “Gino Bartali”, contribuendo con la propria opera a questo percorso di memoria e condivisione.

 

A sottolineare ulteriormente il valore dello scambio tra i territori è stato anche un reciproco dono di pubblicazioni. Il sindaco Rocchino Muliere ha consegnato agli ospiti alcuni volumi prodotti dal Museo dei Campionissimi, come omaggio della città di Novi Ligure a Ponte a Ema, con l’auspicio che possano trovare spazio anche all’interno del Museo del Ciclismo “Gino Bartali”. A sua volta, Maurizio Bresci ha donato la pubblicazione “Bartali 1936 – Novant’anni dal Giro”, dedicata alla figura e alla storia sportiva di Gino Bartali. Uno scambio che ha dato forma concreta al legame culturale e alla volontà di collaborazione tra i luoghi dei due Campionissimi.

Gesti diversi, ma accomunati dallo stesso significato, che hanno dato ulteriore valore all’incontro e rappresentato simbolicamente lo spirito dell’intera iniziativa: custodire la memoria per consegnarla alle generazioni future, facendo dialogare storie familiari, musei, istituzioni, cultura e territori.

 

“Dai che adesso arriva Bartali” si è inserito all’interno della giornata conclusiva della Festa della ComUnità come uno degli appuntamenti di maggiore valore culturale e simbolico, trasformando il ricordo di due protagonisti assoluti del ciclismo italiano in un’occasione concreta per costruire nuovi legami tra i luoghi che ancora oggi ne custodiscono la storia.

Il video integrale dell’incontro verrà inoltre pubblicato sul canale YouTube del Partito Democratico Provincia Alessandria.