Sciopero all’ex Ilva di Novi oggi 3 marzo

Anche lo stabilimento di Novi Ligure ha aderito allo sciopero nazionale di 24 ore proclamato dalle organizzazioni sindacali confederali in seguito alla morte di un operaio nello stabilimento ex Ilva di Taranto. La mobilitazione è stata indetta dopo il decesso di Loris Costantino, precipitato da un’altezza di 18 metri mentre operava per conto di un’azienda di pulizie dell’indotto nello stabilimento pugliese.

 

Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, si tratta del secondo infortunio mortale dall’inizio dell’anno. In precedenza, il 12 gennaio, aveva perso la vita Claudio Salamida in circostanze analoghe. Per entrambe le tragedie, i rappresentanti dei lavoratori hanno proclamato otto ore di sciopero per ciascun turno di lavoro.

A Novi Ligure, nello stabilimento di strada Bosco Marengo, l’adesione ha comportato di fatto il blocco totale delle attività produttive per l’intera giornata.

 

 

Le motivazioni dello sciopero

Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim Cisl e Uilm hanno motivato la protesta sottolineando come la perdita di vite umane nei luoghi di lavoro rappresenti una ferita ancora aperta per il Paese e richieda interventi immediati e strutturali. I sindacati hanno ribadito di aver più volte denunciato le condizioni di pericolosità degli impianti, attribuendole in particolare alle mancate manutenzioni, e hanno giudicato inaccettabile che la sicurezza non venga garantita in modo adeguato. Nel delineare la propria posizione sul futuro dell’azienda, le sigle hanno inoltre chiesto il superamento della fase commissariale e la definizione di un nuovo assetto societario con una presenza maggioritaria dello Stato.

 

Il futuro dell’ex Ilva

Sul fronte del futuro industriale, è giunta nelle ultime ore la convocazione delle organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi per un incontro fissato giovedì alle 11.30. Si tratta di un appuntamento atteso da tempo e sollecitato dai rappresentanti dei lavoratori, che avevano già annunciato un’iniziativa autonoma nella capitale per il 9 marzo in assenza di segnali da parte dell’esecutivo.

 

Resta ora da chiarire quali indicazioni verranno fornite dal Governo in merito alla cessione e al piano industriale. Le ultime informazioni ufficiali risalgono a novembre, quando era stata indicata per il mese di marzo la conclusione del cosiddetto “piano corto”, senza ulteriori dettagli sul futuro assetto dell’azienda. Successivamente, sono trapelate indiscrezioni secondo cui il fondo statunitense Flacks, con cui l’esecutivo sarebbe in trattativa, avrebbe posto alcune condizioni di carattere industriale e richiesto specifiche garanzie per procedere all’acquisizione.

 

Nel frattempo, la scorsa settimana i commissari governativi hanno chiesto e ottenuto il rinvio del tavolo convocato al Ministero del Lavoro per discutere il prolungamento della cassa integrazione, misura che a Novi Ligure interessa oltre 170 dipendenti. Un ulteriore elemento di incertezza che contribuisce ad alimentare la preoccupazione dei lavoratori in vista del confronto con il Governo.