Val Borbera quasi isolata dopo il cedimento lungo la sp140

La chiusura della strada provinciale 140, unico collegamento diretto tra l’alta Val Borbera e il Novese, ha riacceso l’allarme sulla fragilità della viabilità valligiana. A determinare lo stop al traffico è stato il crollo parziale del ponte della Castagna, nelle Strette, nel territorio di Borghetto Borbera, episodio che ha reso necessaria un’ordinanza di chiusura “sino alla fine dei lavori”, firmata dal dirigente della Viabilità della Provincia di Alessandria.

 

Dopo un sopralluogo tecnico effettuato dai funzionari provinciali insieme all’ingegner Gianfranco Visconti e a un’impresa specializzata in demolizioni controllate, è stato deciso di procedere con la demolizione della porzione in muratura pericolante del manufatto. Il ponte, infatti, è composto da una parte più antica in mattoni e da una più recente in cemento armato; a cedere è stata la sezione in muratura, per un tratto di circa quattro metri. L’intervento, che dovrebbe protrarsi per almeno due settimane, consentirà di verificare la stabilità della soletta in cemento armato residua e di valutare la possibilità di riaprire il transito a senso unico alternato, qualora le condizioni di sicurezza lo permettano.

 

 

Nel frattempo, i disagi per i circa duemila residenti dei Comuni dell’alta valle si preannunciano significativi. Gli abitanti di Cantalupo Ligure, Albera Ligure, Rocchetta Ligure, Mongiardino Ligure, Roccaforte Ligure e Carrega Ligure sono costretti a utilizzare la provinciale 144 della Valle Spinti, con deviazione su Arquata Scrivia: un percorso più lungo e tortuoso, che comporta un sensibile aumento dei tempi di percorrenza.

 

L’appello di Pro Loco e Associazioni

In questo contesto si inserisce la presa di posizione del Coordinamento Pro Loco e Associazioni Val Borbera e Spinti, che riunisce 23 realtà associative del territorio. In una nota inviata a Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e ai Comuni interessati, il Coordinamento ha espresso profonda preoccupazione per l’ennesima interruzione della provinciale 140, evidenziando come le conseguenze non siano più episodiche ma strutturali.

 

Secondo quanto riportato nel documento, studenti e lavoratori sarebbero costretti ad affrontare tempi di viaggio raddoppiati o triplicati su strade alternative caratterizzate da condizioni di sicurezza giudicate inadeguate, criticità che si aggravano in caso di maltempo. Le ricadute, si legge, investirebbero l’accesso all’istruzione e ai servizi sanitari, la continuità lavorativa e le attività economiche e turistiche, trasferendo sulla popolazione i costi sociali ed economici dell’isolamento.

 

Le associazioni hanno quindi sollecitato misure straordinarie: l’attivazione della didattica a distanza per gli studenti impossibilitati a raggiungere gli istituti, forme di rimborso per le categorie più fragili, la gratuità del trasporto pubblico fino al superamento dell’emergenza e un censimento puntuale dei bisogni delle fasce più vulnerabili.

 

Verifiche tecniche approfondite

Parallelamente, è stata avanzata la richiesta di verifiche tecniche approfondite e tempestive sull’intero tracciato della provinciale 140, con l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali definitive. Il Coordinamento ha inoltre auspicato l’apertura di un tavolo di confronto tra Regione, Provincia, Comuni e rappresentanze del territorio.

 

Dal fronte amministrativo locale è emersa una riflessione più ampia sul tema della manutenzione. Il vicesindaco di Carrega Ligure ha sottolineato come l’episodio delle Strette si inserisca in un quadro già critico per la viabilità dell’area, richiamando l’attenzione sulla necessità di programmare interventi manutentivi costanti e non limitati a soluzioni temporanee.

 

La vicenda del ponte della Castagna si colloca, infatti, in un contesto in cui la Provincia aveva già investito negli ultimi anni sul rifacimento di altri ponti lungo la stessa arteria, come quello del Carmine a Cantalupo Ligure e quello della Gnocca a Borghetto Borbera. Un impegno che, tuttavia, non ha evitato il riproporsi di nuove emergenze su un’infrastruttura considerata strategica per la tenuta sociale ed economica della valle.