La maxi richiesta di risarcimento di Vivai Barretta per il Parco Castello

Un’altra grana per la giunta Muliere e di riflesso per Novi. Arriva ancora una volta dal Parco Castello, zona che negli ultimi anni è al centro del dibattito politico suo malgrado. Il problema verte sempre sulla gara di appalto vinta dalla Barretta Vivai Garden di Napoli che ha citato il comune dopo la sua estromissione per gravi inadempienze.

 

La citazione in giudizio

Nell’aria da qualche tempo, è arrivata al comune di Novi la citazione in giudizio da parte della Vivai Barretta Garden srl, la ditta napoletana estromessa dall’appalto per i lavori di riqualificazione del parco Castello, opera da quasi 2 milioni di euro in larga parte finanziati con i fondi del Pnrr. Gli interventi avrebbero dovuto concludersi l’8 maggio 2024 entro cioè 180 giorni dalla consegna del cantiere.

 

Termine ampiamente scaduto, con i lavori ancora in piedi ora affidati alla ditta seconda arrivata nella gara di appalto, una ditta torinese che sta lavorando per concludere quanto prima gli interventi mancanti. La società campana si era vista a settembre 2025 risolvere il contratto da parte del comune di Novi perché secondo l’ente pubblico era stata protagonista di gravi inadempienze nel corso dei lavori di realizzazione dell’opera. Qualcuno aveva anche ipotizzato una soluzione transattiva ed extragiudiziale che per ora non è arrivata.

 

Una maxi cifra

Ora la citazione in giudizio del comune di Novi per il 20 maggio 2026 al tribunale civile di Alessandria. La Vivai Barretta Garden chiede al comune di Novi 1.782.934 euro di risarcimento danni al termine di un lunghissimo atto di citazione (30 pagine) in cui si dà una visione diversa dell’andamento dei lavori da parte della ditta. In particolare, l’atto punta a dimostrare come la risoluzione del contratto per inadempimento subita dalla ditta campana non sia dovuto a sua responsabilità ma a colpe imputabili al comune che, per la Vivai Barretta Garden, non avrebbe, fra l’altro, messo nelle condizioni la società di lavorare nella piena disponibilità dell’area di cantiere con continue sospensioni di attività per difetti amministrativi.

 

La risposta del Comune

Dell’atto di citazione e della maxi somma richiesta al comune, i consiglieri sono stati informati dalla giunta Muliere in una commissione lavori pubblici. Il comune ha preannunciato la costituzione in giudizio come spiega il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Simone Tedeschi: «Ci affideremo a uno studio legale milanese che ha seguito la vicenda. Dovremo accantonare una cifra ancora da quantificare per il giudizio ma siamo convinti che le nostre ragioni siano fondate. Sappiamo anche che l’alea del giudizio rende la vicenda una incognita».

 

L’opposizione

Nell’opposizione si sceglie il basso profilo. Oscar Poletto, Forza Italia: «Forse era meglio accorgersi prima che qualcosa non andava come sottolineavamo da tempo», mentre Giacomo Perocchio, Lega guarda al concreto: «Le somme che si accantoneranno non saranno disponibili per gli investimenti, un danno per la città».

Preoccupato anche Paolo Coscia, M5S: «Non è una situazione semplice e i rischi sono alti».

 

Un intervento complessivo enorme

L’intervento complessivo, di enormi dimensioni economiche (3,5 milioni di euro) è finanziato dai Fondi del Pnrr nei progetti di rigenerazione urbana e ha un termine lavori entro marzo del 2026. Un’opera che ha suscitato polemiche e mugugni per visioni diverse fin dai primi giorni di gestazione ma che a regime dovrebbe riqualificare un’area in pieno centro poco sfruttata dai novesi.

 

Si spera che il tutto possa rispettare le scadenze imposte dal Pnrr (fra marzo e giugno 2026, pochi mesi) anche perché siamo a redde rationem con il tempo che scorre inesorabile. Ancora il vice sindaco Simone Tedeschi spiega come procedono i lavori: «La ditta torinese che era risultata seconda nella gara d’appalto ha ordinato i giochi, sta procedendo alla sistemazione della casa del custode, sta ordinando la Vela prevista nel progetto e opera alacremente». Parole che fano ben sperare anche se la somma richiesta dalla Vivai Barretta Garden srl è enorme, pari quasi al progetto finanziato e non fa dormire sonni tranquilli agli amministratori e agli uffici tecnici comunali.

 

(m.i.)