Polveri nell’aria all’ex Cementir
Il sindaco di Arquata Scrivia, Alberto Basso, ha disposto con ordinanza comunale nuove analisi sui cumuli di macerie presenti nell’area dell’ex cementificio Cementir, al fine di tutelare la salute pubblica. Il provvedimento è rivolto all’impresa Bergamelli di Bergamo, incaricata dalla proprietà Paullo Investimenti delle operazioni di demolizione dello stabilimento, propedeutiche alla realizzazione di un’area logistica.
La segnalazione dopo i lavori
L’ordinanza nasce a seguito delle segnalazioni e degli accertamenti effettuati dopo i lavori di abbattimento degli edifici, che nel corso del 2025 avevano suscitato forte preoccupazione tra i cittadini. In particolare, nell’ottobre scorso il crollo di parte delle strutture aveva generato una densa nube di polveri visibile a grande distanza. Successivamente era emerso, anche attraverso una risposta regionale a un’interrogazione consiliare, che le demolizioni erano avvenute in assenza di un piano di monitoraggio ambientale. Inoltre, l’Asl aveva sanzionato l’impresa per violazioni delle norme di sicurezza, mentre Arpa aveva avviato controlli sulla qualità dell’aria nelle aree limitrofe.
La nuova ordinanza, la seconda dopo quella emanata nel dicembre 2024, si basa sulle relazioni di Asl e Arpa e rileva la mancata caratterizzazione dei cumuli di macerie, necessaria per verificare l’eventuale presenza di amianto, metalli pesanti o altri inquinanti. Vengono inoltre segnalate modalità operative non conformi alle prescrizioni precedenti, in particolare per quanto riguarda la bagnatura dei materiali.
Il provvedimento impone la trasmissione entro sette giorni delle analisi complete sui cumuli, che nel frattempo dovranno essere coperti con teli impermeabili e non potranno essere movimentati. È inoltre richiesto l’avvio di un monitoraggio ambientale continuo durante le fasi più critiche delle demolizioni, con report settimanali da inviare a Comune, Provincia, Arpa e Asl, affiancati ai dati sulle polveri sottili PM10 già rilevati.
In precedenza, il presidente della Provincia aveva riferito di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali in merito al crollo di ottobre, circostanza che non aveva consentito l’attivazione tempestiva di procedure straordinarie. La Provincia aveva inoltre dichiarato di essere in attesa degli esiti degli accertamenti condotti dagli enti competenti, risultati che hanno ora portato all’adozione delle nuove misure.
