Un cinghiale trascinato sanguinante a Stazzano

Un episodio avvenuto domenica 11 ottobre 2026 in località Albergo Vecchio, nel territorio comunale di Stazzano, è al centro di una segnalazione che chiede alle autorità di verificare le modalità di svolgimento di una battuta di caccia al cinghiale e il rispetto delle disposizioni sanitarie legate alla Peste Suina Africana (PSA).

La vicenda è stata portata all’attenzione pubblica attraverso un post sui social network, nel quale una persona residente nella zona ha riferito di aver visto alcuni cacciatori trasportare un cinghiale abbattuto, ancora sanguinante, lungo un sentiero e in prossimità delle abitazioni. Secondo la testimonianza, il passaggio dell’animale avrebbe lasciato una lunga scia di sangue sul terreno e sull’asfalto, in un’area frequentata anche da escursionisti e lungo un percorso segnalato come itinerario dei santuari.

 

I dubbi per la sicurezza

La persona che ha diffuso la segnalazione ha inoltre riferito che un cartello relativo alla battuta di caccia sarebbe stato affisso sulla propria recinzione senza autorizzazione. Nel post vengono sollevati dubbi anche sulle modalità di trasporto delle armi e sulle possibili conseguenze della dispersione di liquidi biologici, soprattutto in considerazione delle misure sanitarie adottate per contrastare la PSA.

Sulla vicenda è intervenuta anche LEAL, Lega Antivivisezionista, attraverso una denuncia pubblica accompagnata da documentazione fotografica e video. A partire dalle informazioni diffuse, Attivismo by Progetto Vegan, movimento indipendente impegnato nella tutela degli animali e dell’ambiente, ha chiesto alle autorità competenti di effettuare verifiche per chiarire la dinamica dei fatti e accertare eventuali violazioni.

 

 

I timori legati alla Peste Suina Africana

Uno dei principali aspetti evidenziati nella segnalazione riguarda il rischio di diffusione della Peste Suina Africana. Il territorio di Stazzano è interessato dalle misure di restrizione connesse alla malattia, che colpisce suini domestici e cinghiali, ma non rappresenta un pericolo per la salute umana.

Il virus può tuttavia diffondersi attraverso materiali, attrezzature e superfici contaminate. Per questo motivo, la movimentazione delle carcasse e la gestione dei liquidi biologici richiedono particolare attenzione nelle aree soggette alle misure di contenimento.

 

La segnalazione richiama, in particolare, l’Ordinanza commissariale numero 5 del 6 luglio 2026, relativa alle disposizioni per il contrasto alla PSA, chiedendo di verificare se le modalità di trasporto dell’animale abbiano rispettato le prescrizioni applicabili. Viene inoltre sollecitato un accertamento sull’eventuale necessità di effettuare interventi di pulizia e disinfezione delle superfici interessate, nonché sulle procedure adottate per la destinazione della carcassa e per gli eventuali controlli veterinari e campionamenti previsti.

 

Chiesti controlli alle autorità

La richiesta di intervento sollecita il coinvolgimento dei Servizi veterinari dell’Asl Al e dei Carabinieri Forestali, affinché siano svolti gli accertamenti di rispettiva competenza. Tra i punti da chiarire figurano anche la regolarità della battuta di caccia, le modalità di trasporto delle armi e l’affissione della segnaletica su una proprietà privata.

L’obiettivo è identificare i soggetti coinvolti e verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità, con l’applicazione delle misure previste dalla normativa qualora emergessero irregolarità. La segnalazione chiede inoltre che vengano adottate iniziative per prevenire episodi analoghi e garantire il rispetto delle disposizioni sanitarie nelle attività venatorie.