La dura condanna del Dirigente scolastico dell’Amaldi dopo l’aggressione a una studentessa

Un episodio di aggressione fisica e verbale ai danni di una studentessa si è verificato nei giorni scorsi all’interno del Liceo Amaldi, durante l’intervallo. A renderlo noto è stata una comunicazione ufficiale del dirigente scolastico, diffusa internamente alla comunità scolastica e successivamente resa pubblica.

 

Secondo quanto riportato nella circolare, “ieri la nostra scuola è stata ferita: durante l’intervallo, una ragazza di terza è stata colpita, a scuola, con un pugno alla schiena da un ragazzo, che le ha anche urlato un’offesa razzista”. Un episodio che, come sottolineato dal preside, ha profondamente scosso l’intera comunità educativa.

 

Un fatto molto grave

Nel testo, il dirigente evidenzia la gravità dell’accaduto, parlando di “un’aggressione fisica, accompagnata da insulti razzisti” definita come “un atto che ci lascia attoniti, perché colpisce i valori su cui abbiamo costruito la nostra comunità”. La scuola viene descritta come un luogo che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento sicuro per gli studenti, un ambiente di crescita e formazione in cui ciascuno possa sentirsi protetto.

 

Il preside ribadisce infatti che quando una scuola si considera un “porto sicuro”, un atto di violenza, soprattutto se aggravato da odio razziale, rappresenta una ferita non solo per la vittima, ma per l’intero tessuto di fiducia che unisce studenti, docenti e famiglie. Per questo motivo, l’istituto ha già coinvolto le autorità competenti affinché vengano accertate le responsabilità.

 

La vicinanza alla studentessa

La circolare invita anche a non minimizzare l’accaduto né considerarlo un caso isolato. “Non possiamo e non vogliamo considerare questo un ‘episodio isolato’ da dimenticare in fretta”, si legge nel documento, che richiama alla responsabilità collettiva nel contrastare violenza e discriminazione. Il dirigente sottolinea inoltre come il silenzio e l’indifferenza possano favorire il ripetersi di simili comportamenti.

 

Il messaggio finale della scuola è di vicinanza alla ragazza coinvolta: “Alla nostra studentessa va tutto il nostro sostegno: la scuola è e rimarrà casa tua”. Un richiamo forte al ruolo dell’istituzione scolastica come luogo di studio, formazione e protezione, in cui episodi di violenza non devono trovare spazio.