C’è anche un 40enne di Pozzolo tra gli arrestati dell’operazione Borotalco

Un uomo residente a Pozzolo Formigaro risulta coinvolto in una vasta operazione contro il contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo utilizzava il nickname “Mr Boh” su Telegram ed è stato identificato in Alessandro Freddi, 40 anni. Freddi è stato arrestato insieme ad altre cinque persone nell’ambito dell’operazione “Borotalco”, condotta il 24 marzo dalla Direzione Investigativa Antimafia, dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Genova e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’inchiesta ha preso di mira un’organizzazione internazionale ritenuta responsabile del traffico illecito di sigarette.

 

Tra gli arrestati figurano anche Hasan Baybasin, cittadino britannico di origine turca considerato il promotore e finanziatore del gruppo, Cagdas Duran, Giacomo Drago, e i cittadini polacchi Jaroslaw Gola e Lukasz Kiiniorski. Risultano inoltre indagati Artslan Mahfooz, Waquar Ahmed Raza e Giovanni Carfora. Coinvolta anche la società Società Genovese Servizi Sgs, nella persona dell’amministratore unico Domenico Avitto.

 

Il traffico illecito

Secondo l’accusa, gli indagati farebbero parte di un’organizzazione con base operativa collegata a soggetti riconducibili alla criminalità curda. Il traffico illecito si sviluppava lungo rotte internazionali: la merce, proveniente dall’Est Europa e da Paesi arabi, transitava attraverso il porto di Genova per poi essere trasferita in un magazzino situato a Bosco Marengo. Qui i container venivano svuotati del tabacco, successivamente trasportato su camion verso diversi Paesi europei, tra cui Francia, Regno Unito e Paesi Bassi.

 

Per eludere i controlli, il sistema prevedeva l’invio di spedizioni “gemelle”: una contenente merce lecita di copertura e una con il carico di contrabbando, consentendo così la sostituzione del contenuto. Le operazioni amministrative, comprese quelle di sdoganamento, venivano gestite attraverso la stessa società coinvolta.

 

 

Il coinvolgimento di Freddi

Agli atti dell’indagine, Freddi avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra l’organizzazione e un gruppo polacco incaricato della gestione di alcuni trasporti. Secondo gli inquirenti, si sarebbe occupato anche della risoluzione di problematiche operative e della ricerca di nuovi canali commerciali e di approvvigionamento, in particolare per l’importazione di sigarette dall’Africa.

 

L’indagine ha preso avvio da un controllo effettuato nel porto di Genova su un container sospetto. Dopo il ritrovamento della merce illecita, le forze dell’ordine hanno installato dispositivi di intercettazione audio e video, che hanno permesso di ricostruire l’attività del gruppo. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo di oltre 2,3 milioni di euro nei confronti di quattro indagati, tra cui lo stesso Freddi. Analogo provvedimento è stato adottato per le quote societarie della Sgs, per la quale è stato nominato un amministratore giudiziario.