Il ciclo di incontri educativi al Liceo Amaldi di Novi

A Novi Ligure proseguono le indagini e le verifiche interne legate all’episodio di aggressione avvenuto all’interno del Liceo Amaldi, dove uno studente avrebbe colpito una compagna accompagnando il gesto con insulti di matrice razzista. Nel frattempo, la scuola, guidata dal dirigente Michele Maranzana, ha avviato una serie di iniziative educative con l’obiettivo di stimolare una riflessione condivisa sul tema della violenza e della responsabilità personale.

 

Secondo quanto emerso, il dirigente scolastico avrebbe scelto fin da subito una linea di massima trasparenza, denunciando l’accaduto all’Arma dei Carabinieri e informando l’intera comunità scolastica attraverso comunicazioni diffuse sui registri elettronici, rivolte a studenti, famiglie e personale. Una decisione che avrebbe suscitato un ampio dibattito, ma anche numerosi attestati di sostegno da parte della società civile e dei genitori, in un clima di generale condivisione dell’esigenza di non sottovalutare simili comportamenti.

 

Nei giorni scorsi il Consiglio di istituto, riunitosi in seduta straordinaria, avrebbe approvato un programma di iniziative che nei prossimi mesi accompagneranno studenti e famiglie in un percorso di approfondimento e confronto sui temi della convivenza, del rispetto e delle conseguenze delle proprie azioni.

 

Il primo appuntamento educativo

Il primo appuntamento, già programmato da tempo ma considerato particolarmente significativo alla luce dei fatti recenti, è previsto per giovedì prossimo, al rientro dalle vacanze di Carnevale. Alle 17.30, presso il Museo dei Campionissimi, gli studenti sono invitati a partecipare a un incontro inserito nel progetto “Bussola delle scelte”, dal titolo «C’è un criminale dentro di me? La scelta di deviare o di dire no». Interverranno come relatori Alessandra Montobbio, Giovanni Montobbio e Nicoletta Vaccamorta.

 

Il dirigente avrebbe spiegato che l’iniziativa non intende configurarsi come un semplice momento teorico, ma come l’avvio di un percorso educativo mirato a comprendere il valore delle scelte individuali e la forza del rifiuto della prevaricazione. La partecipazione, nelle intenzioni della scuola, rappresenterebbe un segnale concreto di presa di posizione contro l’anonimato che spesso protegge la violenza e un modo per rafforzare i valori condivisi della comunità scolastica, educando i giovani alla responsabilità delle proprie azioni.