Il dibattito sui lupi in Piemonte

In Consiglio regionale si è tornati a discutere della gestione della popolazione di lupi in Piemonte, con un’interrogazione presentata dal consigliere Marco Protopapa, che ha chiesto chiarimenti alla giunta sui tempi di attuazione del piano di contenimento e sugli eventuali abbattimenti previsti.

 

Secondo l’ultimo report del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, diffuso a gennaio e relativo al biennio 2023-2024, la presenza del lupo sul territorio piemontese sarebbe stimata in circa 464 esemplari. Lo studio evidenzia come la popolazione del predatore nel Nord Italia sia concentrata in particolare tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, con una progressiva espansione dalle aree montane verso zone collinari e di pianura.

 

Al momento, tuttavia, non risultano disponibili dati specifici riferiti al territorio alessandrino. Gli episodi di predazione ai danni degli allevamenti si registrano soprattutto sull’arco alpino, ma non mancano segnalazioni anche sull’Appennino tra Genova e Alessandria.

 

Il decreto del Governo

La richiesta del consigliere prende spunto dal decreto del Governo che ha recepito una direttiva della Unione europea, in base alla quale il lupo è stato rimosso dall’elenco delle specie a protezione rigorosa e inserito tra quelle gestibili attraverso piani di contenimento. Secondo Protopapa, tale modifica consentirebbe alle Regioni di dotarsi di strumenti ordinari di controllo, superando il sistema emergenziale basato sulle deroghe.

 

Il consigliere ha inoltre evidenziato come, nonostante la recente diffusione del report, l’ultimo dato ufficiale consolidato sulla presenza del lupo risalga al 2021, quando in Piemonte si stimavano circa 320 esemplari. A suo giudizio, l’assenza di informazioni puntuali e aggiornate sul biennio 2023-2024 renderebbe più complessa una pianificazione trasparente e credibile della gestione della specie.

 

L’intervento dell’ISPRA

Sul tema è intervenuto anche l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha ricordato di aver proposto alle Regioni piani di contenimento entro una soglia conservativa pari al 3-5% della popolazione. Applicando la percentuale massima ai dati del 2020-2021, ha sottolineato Protopapa, si arriverebbe a un massimo di circa 17 abbattimenti. In assenza di un piano regionale aggiornato, tale indicazione rischierebbe però di restare solo teorica. Da qui la richiesta di atti concreti e di tempistiche definite, anche alla luce delle segnalazioni provenienti dai territori.

 

I ritrovamenti dei Carabinieri Forestali

Nel 2025 i Carabinieri Forestali hanno riferito del ritrovamento di 12 lupi morti in provincia nei primi quattro mesi dell’anno, sei dei quali uccisi in episodi di bracconaggio. Dati che, in attesa del quadro complessivo del secondo semestre, potrebbero avvicinarsi alla soglia massima indicata dall’Ispra. Durante una conferenza stampa era stato inoltre ricordato che, su circa 20 mila capi presenti negli allevamenti alessandrini, nel 2024 si erano registrati 98 casi di predazione, sottolineando al contempo l’assenza di pericoli per l’uomo.

 

In risposta all’interrogazione, l’assessore regionale Gianluca Vignale ha ribadito che proseguono le misure di prevenzione e di sostegno al comparto zootecnico. È stato inoltre annunciato che la Regione prevede la pubblicazione di un nuovo bando triennale da 1,5 milioni di euro destinato al supporto degli allevatori e alle attività di mitigazione dei danni.