Il duro bilancio dell’incendio a Mornese
L’incendio che da domenica ha interessato la pineta alle porte di Mornese lascia un segno profondo sul territorio. Secondo una prima stima, sono circa 57 gli ettari di superficie boschiva andati distrutti, mentre proseguono le attività di monitoraggio per evitare eventuali riprese delle fiamme.
Dopo diversi giorni di intenso lavoro, la situazione risulta ormai sotto controllo, anche se l’area continua a essere presidiata dai soccorritori. Nella giornata di mercoledì i focolai residui sono stati progressivamente spenti e le colonne di fumo si sono notevolmente ridotte, grazie al costante intervento delle squadre impegnate sul posto.
Le operazioni di spegnimento
Le operazioni hanno richiesto uno sforzo organizzativo considerevole. Fin dalle prime ore dell’emergenza sono stati mobilitati circa 130 operatori tra Vigili del Fuoco, volontari del Corpo Antincendi Boschivi del Piemonte, Protezione Civile e Forze dell’Ordine. Fondamentale si è rivelato anche il supporto dei mezzi aerei, con l’impiego di canadair ed elicotteri che hanno effettuato numerosi lanci d’acqua per contenere l’avanzata del fronte di fuoco e raffreddare le aree più critiche. Per individuare eventuali punti ancora attivi sotto la vegetazione è stato utilizzato anche un drone dotato di sistemi di rilevamento.
La fase più delicata dell’emergenza si è registrata nella giornata di martedì, quando le forti raffiche di vento hanno riattivato alcuni focolai che sembravano ormai spenti. La ripresa dell’incendio ha reso necessario un nuovo massiccio intervento, anche con il ritorno in azione dei canadair, e ha portato all’evacuazione precauzionale di sette famiglie residenti in via San Carlo. Soltanto in tarda serata, una volta escluso ogni pericolo per le abitazioni, i residenti hanno potuto fare rientro nelle proprie case.
Già nella giornata di lunedì l’evoluzione del rogo sembrava più favorevole grazie al lavoro incessante dei mezzi aerei. Due canadair e un elicottero regionale hanno effettuato lanci continui d’acqua, rifornendosi nel tratto di mare antistante Genova Voltri, mentre a terra operavano numerose squadre dei Vigili del Fuoco provenienti dai comandi di Alessandria, Torino e Pavia, insieme ai volontari Aib dei distaccamenti di Bosio, Bistagno, Gavi, Tassarolo e Ovada, supportati dalla Protezione Civile e dalle Forze dell’Ordine.
L’incendio, sviluppatosi in una delle aree boschive più frequentate del territorio, rappresenta uno dei roghi più estesi registrati negli ultimi anni nell’Ovadese. Pur essendo stato contenuto, il dispositivo di sorveglianza rimarrà operativo ancora per alcuni giorni, così da intervenire tempestivamente nel caso di nuove riaccensioni favorite dalle elevate temperature e dal vento.