Le motivazioni del Comune di Novi sulla risoluzione del contratto della pista di atletica e la risposta del PD alle accuse
Il Comune di Novi Ligure ha disposto la risoluzione del contratto relativo ai lavori di ripavimentazione e ristrutturazione della pista di atletica leggera dello stadio Girardengo. Il provvedimento è stato formalizzato con la determina dirigenziale n. 108/559 dell’8 giugno 2026 ed è motivato dai gravi ritardi accumulati dall’impresa appaltatrice nell’esecuzione delle opere.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, il cantiere era stato consegnato regolarmente l’8 aprile scorso, con conclusione dei lavori prevista entro il 5 agosto. Fin dalle prime fasi, tuttavia, sarebbero emerse criticità e rallentamenti che hanno compromesso il regolare avanzamento dell’intervento.
Lo scorso 21 maggio la Direzione lavori aveva notificato alla ditta una formale diffida, concedendo dieci giorni di tempo per ripristinare un andamento conforme agli obblighi contrattuali. La richiesta è però rimasta senza esito, inducendo il Comune a procedere con la risoluzione del rapporto.
L’amministrazione ha inoltre annunciato l’avvio delle procedure previste dalla normativa per garantire la prosecuzione dell’opera attraverso lo scorrimento della graduatoria della gara e l’interpello progressivo delle altre imprese partecipanti.
Il comunicato del PD
Sulla vicenda sono intervenuti anche il Partito Democratico di Novi Ligure e il sindaco Rocchino Muliere, che hanno replicato alle critiche avanzate dall’opposizione e in particolare dal centrodestra e dalla Lega.
Il Pd ha sostenuto che le condizioni per la realizzazione dell’intervento siano state create dalle amministrazioni di centrosinistra attraverso il reperimento delle risorse necessarie e l’avvio dell’iter progettuale, contestando invece il ruolo svolto dal centrodestra negli anni precedenti. I democratici hanno inoltre evidenziato come, per appalti di determinate dimensioni economiche, la scelta delle imprese non ricada direttamente sui Comuni ma sia regolata da procedure e organismi sovracomunali.
Nel comunicato, il Partito Democratico ha accusato gli avversari politici di tentare di «mistificare la realtà» e fare «sciacallaggio politico» sulla vicenda, rivendicando la decisione dell’amministrazione di procedere alla risoluzione del contratto come un atto di responsabilità adottato non appena le condizioni normative lo hanno consentito.
Le parole del sindaco
Anche il sindaco Muliere ha definito la decisione assunta dal Comune come «drastica ma inevitabile», spiegando che l’amministrazione avrebbe riscontrato criticità fin dall’avvio del cantiere e che, dopo il mancato riscontro alla diffida, si è resa necessaria l’interruzione del rapporto contrattuale per tutelare l’opera e la comunità.
Il primo cittadino ha inoltre respinto le accuse mosse dalle opposizioni, sostenendo che il Comune abbia agito con la massima tempestività consentita dalla legge e ricordando come le norme nazionali sugli appalti limitino i margini di intervento diretto degli enti locali oltre determinate soglie economiche. Muliere ha infine assicurato che gli uffici sono già al lavoro per affidare il cantiere a una nuova impresa e consentire la ripresa dei lavori nel più breve tempo possibile, con l’obiettivo di restituire agli sportivi novesi una struttura rinnovata e funzionale.
