Ancora fermo il progetto per il teleriscaldamento a Novi

Il progetto per il teleriscaldamento a Novi Ligure torna al centro del confronto politico. La sua presenza nel Documento unico di programmazione (Dup) per il prossimo triennio ha riacceso le critiche delle opposizioni, con Lega e Movimento 5 Stelle che, in occasione delle dichiarazioni di voto, hanno ribadito le proprie perplessità su un intervento previsto da quasi dieci anni e mai concretizzato.

 

L’accordo risale al 2018, quando il Comune sottoscrisse una convenzione con Acosì, Tre Colli e Iren per realizzare un sistema di teleriscaldamento alimentato da centrali a metano, destinato a servire alcuni edifici comunali. Nel corso del tempo, tuttavia, il progetto non è arrivato alla fase realizzativa e, dall’inizio del 2026, è entrato in una nuova fase di revisione.

A fare il punto è stato l’assessore competente, Gianfilippo Casanova, che ha indicato nella fine di gennaio 2027 la scadenza entro cui attendere eventuali proposte di modifica da parte del consorzio di imprese. Solo successivamente, ha spiegato, l’amministrazione potrà esaminare le soluzioni prospettate e decidere come procedere.

 

 

Le indagini per valutare la geotermia

La revisione dell’accordo è collegata anche alle indagini geognostiche avviate lo scorso luglio nella zona di San Marziano. I carotaggi, previsti fino a una profondità di 100 metri, sono finalizzati a raccogliere elementi utili per valutare la fattibilità di un possibile passaggio dal sistema alimentato a metano a una soluzione basata sull’energia geotermica.

 

L’esito degli accertamenti dovrà contribuire a chiarire la sostenibilità tecnica dell’ipotesi, prima di definire eventuali modifiche al progetto originario. Nel frattempo, il Dup conferma la necessità di rivedere l’accordo di project financing sottoscritto nel 2018, mantenendo quindi aperta una questione che si trascina da diversi anni.

 

Nel documento di programmazione trova spazio anche un’altra prospettiva legata alle politiche energetiche: la possibile adesione del Comune di Novi a una Comunità energetica di recupero. Su questa ipotesi sono ancora in corso approfondimenti giuridici e normativi, necessari per valutare le condizioni di un eventuale ingresso dell’ente.

 

 

Le critiche delle opposizioni

La nuova fase di valutazione non ha attenuato le riserve dei gruppi di minoranza sul teleriscaldamento. Il Movimento 5 Stelle, attraverso Paolo Coscia, ha espresso una posizione nettamente contraria, giudicando improbabile che l’opera possa essere realizzata. Secondo il consigliere, l’amministrazione guidata dal sindaco Rocchino Muliere continuerebbe a sostenere una scelta che considera sbagliata, senza rivedere adeguatamente l’impostazione iniziale.

 

Critiche analoghe sono arrivate da Giacomo Perocchio, esponente della Lega, che ha sottolineato come, nonostante il tempo trascorso e le revisioni annunciate, non sia stata ancora individuata una soluzione concreta e convincente. Perocchio ha richiamato i quasi dieci anni trascorsi dall’avvio della vicenda, evidenziando l’assenza di una risposta che consenta di passare dalle ipotesi alla realizzazione.

 

Il futuro del teleriscaldamento novese resta quindi legato agli esiti delle indagini in corso e alle eventuali modifiche che il consorzio di imprese presenterà. L’orizzonte indicato dall’amministrazione è quello di gennaio 2027, quando sarà possibile valutare le proposte e delineare i prossimi passaggi di un progetto che, a quasi un decennio dall’accordo iniziale, è ancora in fase di definizione.