Termovalorizzatore, da Verdi a M5S sino alla Lega, tra polemiche e pareri differenti

Nel dibattito politico cittadino e provinciale, il termovalorizzatore resta un tema scottante e chiacchierato. Soprattutto, da quando, la scorsa settimana, l’argomento ha toccato in maniera diretta Novi e il territorio.

 

In appoggio alla maggioranza comunale interviene Daniele Poggio, consigliere regionale della Lega. Il quale plaude alla Giunta Cabella per la redazione di uno studio di fattibilità su un possibile impianto. “Impianto che significherebbe almeno 100-120 posti di lavoro, e la possibilità di ridurre in maniera significativa il costo della Tari, e le altre tasse comunali”. Afferma l’ex Sindaco di Capriata.

 

Di tutt’altro tenore il comunicato di Europa Verde, sezione di Alessandria, i quali prendono una posizione in netto contrasto rispetto alla prospettiva di costruire un sito nella provincia. “Costruire un termovalorizzatore a Novi significherebbe incoronare la città come la capitale dei rifiuti, buttando via anni di investimenti per lo sviluppo del turismo”. Esordiscono i Verdi alessandrini. Un danno ecologico e paesaggistico, secondo il partito di Giulia Bovone e Raoul Oliva. Non solo, nel loro comunicato mostrano preoccupazione anche “per la svalutazione del mercato del mattone, per brusche interruzioni dello sviluppo del comparto alimentare” e, in ultima battuta, il rischio legato alla salute.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda si posizione il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo in Regione, Sean Sacco, preferisce puntare al raggiungimento legato agli obiettivi fissati dal piano regionale in materia di rifiuti. In tal caso, afferma, “non vi sarebbe alcun bisogno di realizzare un inceneritore nella provincia di Alessandria”. Insomma, spingere sul porta a porta e accantonare l’inceneritore. La palla passa ora alla Amminstrazione Cabella.