Il ritratto di Vittorio Fusco

L’oncologo Vittorio Fusco, 66 anni, napoletano di origine ma novese d’adozione, affianca a una lunga carriera medica un impegno costante nel volontariato. Recentemente, insieme all’associazione “Giuseppe Ciliberto”, ha contribuito all’installazione di nuovi arredi per la sala d’attesa dell’oncologia dell’ospedale San Giacomo di Novi Ligure. Al centro della sua riflessione resta però il rapporto umano tra medico e paziente affetto da una grave malattia.

 

«Quando ho studiato io — ricorda — non esisteva alcuna preparazione psicologica su come comunicare una diagnosi grave. Poi, nella pratica clinica, questo aspetto diventa fondamentale». Fusco evidenzia come negli ultimi decenni la formazione sia migliorata, pur persistendo una visione spesso fatalistica: «I tumori vengono ancora definiti come un male incurabile. Io ho sempre cercato di trasmettere positività ai pazienti».

 

 

Tante realtà solidali a cui partecipa

Tra le esperienze che lo hanno maggiormente segnato negli ultimi anni vi sono le cure palliative — «quando la guarigione non è possibile, conta la qualità della vita del paziente e dei familiari» — e l’incontro con lo yoga della risata, disciplina che unisce respirazione, movimento e risata indotta. «È uno strumento semplice ma potente — spiega — capace di ridurre lo stress e favorire il benessere psicologico».

 

Ampio anche l’impegno associativo, accanto a realtà locali e provinciali che offrono sostegno concreto e informazione. «Se coordinate bene — osserva — queste associazioni possono essere un grande aiuto non solo per i malati, ma anche per le famiglie, spesso trascurate». Oggi, in pensione, Fusco continua a collaborare con iniziative culturali e sociali: «Mi diletto a fare cose utili per la socialità. Dopo anni di lavoro intenso, ho finalmente più tempo da dedicare alla comunità».

 

 

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