Il M5S esulta per la vittoria politica sul teleriscaldamento a Novi

Il progetto di teleriscaldamento a Novi torna al centro del dibattito politico e amministrativo dopo le dichiarazioni rese dal presidente di ACOS, Valter Pallano, durante la Commissione consiliare convocata per l’illustrazione del Protocollo di Intesa sul servizio. Nel corso della seduta, alla presenza dei vertici del gruppo ACOS e dei consiglieri comunali, Pallano ha riconosciuto che il piano originario — elaborato circa un decennio fa — oggi risulterebbe non più adeguato al quadro normativo e tecnologico. Se fosse stato realizzato nei tempi previsti, ha spiegato, richiederebbe ora un intervento di aggiornamento stimato in circa un milione di euro.

 

Il presidente ha inoltre osservato che i ritardi accumulati negli anni avrebbero evitato al Comune di dover sostenere tali costi aggiuntivi. Un passaggio che, pur non configurando una valutazione definitiva sul progetto, introduce elementi nuovi nel confronto pubblico sul tema.

 

Un cambio di impostazione rispetto al passato

Le parole di Pallano segnano una discontinuità rispetto alla linea sostenuta negli anni passati dalla precedente gestione di ACOS, che aveva presentato il teleriscaldamento come un’infrastruttura strategica per la città. A quasi dieci anni dall’avvio dell’iter, infatti, non risulta realizzato alcun tratto della rete prevista e si discute ora di una revisione sostanziale dell’intervento, più che di un semplice aggiornamento tecnico.

 

 

La posizione del Movimento 5 Stelle

Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Novi Ligure, da tempo critico nei confronti dell’iniziativa, interpreta le dichiarazioni come una conferma delle perplessità espresse negli anni. «Quanto emerso ieri sera — afferma il capogruppo Coscia — è la conferma che le criticità sollevate dal Movimento erano fondate. Il presidente Pallano ha detto chiaramente che senza i ritardi oggi il Comune dovrebbe sostenere costi significativi per adeguare il progetto».

 

Il M5S ricorda di aver sollevato dubbi fin dal 2015 attraverso interrogazioni e attività in Consiglio comunale, sostenendo che il modello di project financing fosse fragile e destinato a diventare rapidamente obsoleto.

 

Le richieste per il futuro

Alla luce delle nuove valutazioni tecniche, il gruppo chiede ora che l’Amministrazione comunale avvii una nuova procedura pubblica per l’affidamento del servizio, basata su un piano economico-finanziario aggiornato e verificabile. «È necessario procedere con la massima trasparenza — sottolineano i consiglieri — garantendo concorrenza e sostenibilità economica, per evitare ulteriori ritardi e oneri per la collettività».

Il tema del teleriscaldamento resta quindi aperto e destinato a occupare ancora il dibattito politico locale, in attesa di decisioni operative sul futuro dell’infrastruttura.