Novi, la Corte dei conti condanna la titolare della FP
Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda dell’agenzia di pratiche automobilistiche FP di corso Marenco a Novi Ligure, che all’inizio del 2025 aveva cessato improvvisamente l’attività lasciando numerosi clienti alle prese con pratiche non concluse, passaggi di proprietà rimasti in sospeso e, in alcuni casi, avvisi relativi al mancato pagamento del bollo auto.
La Corte dei conti del Piemonte ha condannato in primo grado Federica Deandrea, titolare e amministratrice unica della FP, a versare alla Regione una somma di circa 277 mila euro relativa a bolli auto incassati dall’agenzia e non riversati all’ente regionale nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024. La società, nella quale il marito Paolo Boveri figura come socio di minoranza, non si è costituita nel giudizio contabile.
L’inizio della vicenda
La vicenda era emersa dopo la segnalazione della Direzione Risorse finanziarie della Regione Piemonte alla Procura di Alessandria, avvenuta il 12 dicembre 2024, in relazione al mancato riversamento di diverse annualità della tassa automobilistica. Gli accertamenti successivi, affidati alla Guardia di Finanza di Novi Ligure, hanno consentito di ricostruire i movimenti sui conti correnti dell’agenzia.
Secondo quanto riportato nella sentenza, gli automobilisti avevano regolarmente consegnato all’agenzia le somme necessarie per il pagamento dei bolli. Le verifiche bancarie avrebbero però evidenziato che parte di quei denari, anziché essere trasferita alla Regione, sarebbe stata utilizzata con modalità differenti.
La ricostruzione della Corte dei conti
La Corte dei conti ricostruisce in particolare trasferimenti dai conti societari verso conti personali intestati a Deandrea e Boveri per oltre 75 mila euro, oltre a prelievi in contanti per circa 50.700 euro. A questi si aggiungerebbero spese personali per poco più di 58 mila euro, alcune delle quali effettuate in località turistiche, nonché bonifici per quasi 13.700 euro destinati ai genitori di Boveri.
Il quadro complessivo, secondo la ricostruzione della magistratura contabile, riguarda oltre mille contribuenti e una somma complessiva di circa 277 mila euro che avrebbe dovuto essere riversata alla Regione Piemonte.
La sentenza sottolinea inoltre che, nel corso del procedimento davanti alla Corte dei conti, non sarebbero state contestate la ricostruzione dei fatti né la responsabilità per il mancato riversamento delle somme. Non sarebbero state inoltre fornite prove riconducibili a cause fortuite o a situazioni di forza maggiore che potessero giustificare la perdita delle somme da destinare alla Regione.
La vicenda penale
La vicenda sul piano contabile è distinta da quella penale, tuttora in corso presso la Procura di Alessandria. Gli accertamenti hanno infatti dato origine a un procedimento nel quale vengono ipotizzati i reati di truffa aggravata o peculato. L’avvocato Andrea Zorzetto, che assiste Deandrea nel procedimento penale, ha precisato di non aver ricevuto mandato per il giudizio davanti alla Corte dei conti, spiegando invece di essere stato incaricato per il procedimento penale. Il 30 giugno scorso è stato notificato alla sua assistita l’avviso di conclusione delle indagini e il procedimento si trova attualmente in questa fase.
La chiusura della FP
La chiusura della FP, avvenuta nei primi mesi del 2025, aveva già provocato numerose segnalazioni da parte di clienti che si erano rivolti all’agenzia per pratiche automobilistiche rimaste incomplete. Tra i casi segnalati figuravano passaggi di proprietà non perfezionati, rinnovi della patente e soprattutto pagamenti del bollo che gli utenti ritenevano regolarmente effettuati, ma che successivamente risultavano ancora insoluti.
All’epoca Paolo Boveri aveva ricondotto la situazione dell’agenzia a una grave carenza di liquidità, sostenendo inoltre che la società stesse cercando di regolarizzare le posizioni ancora aperte. Per quanto riguarda il rapporto con Aci, aveva spiegato che l’intenzione della società era da tempo quella di interrompere l’attività collegata all’ente, lamentando anche una scarsa sintonia con i vertici provinciali.
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