Al Salone del Gusto c’è anche la Val Borbera

La Val Borbera arriva a Torino con il suo patrimonio vitivinicolo e con un progetto che mette in relazione la coltivazione del Timorasso e la tutela della biodiversità. Oggi, giovedì 24 settembre, nell’ambito di Terra Madre-Salone del Gusto 2026, sarà infatti presentata l’esperienza avviata a Costa Merlassino, nel territorio di Cantalupo Ligure, all’interno della Zona di protezione speciale (Zsc) “Strette del Borbera”.

 

L’iniziativa

Al centro dell’iniziativa ci sono circa sette ettari di vigneti nei quali Ezio Poggio, imprenditore e titolare di un’azienda agricola di Vignole Borbera, coltiva il Timorasso in un contesto sottoposto a tutela ambientale. La presenza della viticoltura in un’area caratterizzata da habitat di interesse comunitario ha portato le Aree protette dell’Appennino Piemontese a sviluppare, insieme ai produttori e ad Arpa Piemonte, un percorso finalizzato a conciliare le esigenze dell’attività agricola con la conservazione degli ecosistemi.

Il progetto punta in particolare a favorire la biodiversità direttamente all’interno dei vigneti attraverso pratiche riconducibili alle cosiddette “Nature based solutions”, individuate nell’ambito delle attività della Rete Natura 2000. L’obiettivo è fare in modo che la coltivazione della vite possa convivere con la salvaguardia degli habitat naturali presenti nell’area.

 

La Carta degli habitat

Un passaggio importante del percorso ha riguardato anche la revisione della Carta degli habitat della Zsc, avviata nel 2024. In precedenza, secondo quanto ricostruito dai promotori del progetto, la delimitazione dell’area protetta presentava alcuni problemi legati alla conformazione delle cartografie, con confini che in alcuni punti non seguivano l’orografia del territorio e la presenza delle strade, arrivando a dividere alcuni terreni tra aree sottoposte a tutela e zone esterne alla Zsc.

 

 

Le connessioni

Il confronto tra azienda, Regione Piemonte e Aree protette ha consentito di superare queste criticità e di definire le necessarie compensazioni ambientali. Da qui è quindi proseguito il lavoro sulla gestione dei vigneti, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra le superfici coltivate e gli ambienti naturali circostanti.

Aree protette dell’Appennino Piemontese e Arpa Piemonte individueranno infatti alcuni “prati donatori”, dai quali saranno raccolte sementi appartenenti a specie erbacee spontanee autoctone. Queste sementi verranno successivamente utilizzate per l’inerbimento degli spazi tra i filari, creando una maggiore continuità ecologica tra l’esterno e l’interno del vigneto.

 

Le specie da proteggere

L’intervento assume particolare rilevanza anche per la presenza, nell’area protetta, di specie di interesse conservazionistico, tra cui l’orchidea Himantoglossum adriaticum. La gestione degli spazi agricoli viene così inserita in una strategia più ampia di tutela della biodiversità, nella quale il vigneto può diventare parte integrante del paesaggio naturale anziché rappresentare un elemento separato.

 

L’incontro di oggi al Salone del Gusto

Il progetto sarà illustrato oggi pomeriggio a Terra Madre-Salone del Gusto, manifestazione internazionale dedicata al cibo, all’agricoltura e alla cultura gastronomica. L’edizione 2026 è accompagnata dallo slogan “Biodiversity – Be Diversity”, scelto per porre l’attenzione sulla biodiversità nelle sue diverse forme, da quella naturale a quella agricola, gastronomica, culturale e sociale.

Alle 15 le Aree Protette dell’Appennino Piemontese saranno protagoniste dell’incontro “Buono, pulito e protetto. L’agrobiodiversità delle Aree Protette piemontesi sulla tavola”, in programma nello Spazio Foreste, Montagna e Biodiversità dello stand della Regione Piemonte, in piazzetta Reale.

A raccontare l’esperienza di Costa Merlassino saranno Gabriele Panizza, funzionario tecnico delle Aree protette, ed Enrico Rivella, biologo e naturalista di Arpa Piemonte esperto di biodiversità e valutazioni ambientali.