Il resoconto del tavolo di crisi sull’ex Ilva

Il futuro dell’ex Ilva e dei tre stabilimenti piemontesi di Novi Ligure, Racconigi e Gattinara torna al centro del confronto istituzionale. A Novi Ligure si è svolto il tavolo convocato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, al quale hanno partecipato rappresentanti della giunta regionale, amministratori del territorio e organizzazioni sindacali per fare il punto sulla vertenza e sulle prospettive del gruppo siderurgico.

L’incontro, ospitato al Museo dei Campionissimi, ha confermato un obiettivo condiviso tra istituzioni e parti sociali: salvaguardare la siderurgia italiana e garantire continuità produttiva e occupazionale. Restano però aperti i nodi legati alle modalità e ai tempi del rilancio.

 

Dal confronto è emersa la volontà di costruire un documento unitario da estendere anche alle altre regioni coinvolte nella vicenda dell’ex Ilva, con l’intento di rafforzare il confronto con il Governo e ottenere maggiori elementi sul percorso in corso.

Secondo quanto riferito nel corso della riunione, da Roma arrivano segnali che alimentano un cauto ottimismo sulla possibilità di concludere la vendita dell’intero gruppo entro l’autunno. Sul tavolo restano le trattative con i soggetti interessati all’acquisizione.

 

Le dichiarazioni di Cirio

In una dichiarazione diffusa al termine dell’incontro, il presidente della Regione Alberto Cirio ha ribadito il coinvolgimento diretto dell’ente nella gestione della vertenza: «Sto seguendo direttamente la vertenza Ex Ilva e la mia interlocuzione con il Ministro Urso è costante. Quello della Regione è un potere evidentemente non diretto, ma continuiamo a far sentire tutto il peso dell’istituzione per difendere gli stabilimenti Novi, Gattinara, Racconigi, che sono le tre realtà che noi abbiamo nel nostro Piemonte».

 

Cirio ha inoltre sottolineato che il Governo continua a considerare strategico il settore siderurgico e ha ricordato che il contesto internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche, sta incidendo sulla complessità della trattativa. «Attualmente sappiamo che è in corso la trattativa del nostro Paese e del nostro Governo con due gruppi. Dal momento che le trattative, soprattutto quando sono complesse, richiedono però del tempo, il Governo ha intanto stanziato ulteriori 240 milioni di euro, 100 milioni sono stati accreditati nella giornata di ieri, e queste risorse garantiranno l’operatività e soprattutto la remunerazione di coloro che non sono in cassa».

 

Il presidente ha quindi confermato l’intenzione della Regione di mantenere alta l’attenzione sulla vicenda: «Come Regione manterremo alta l’attenzione, contando sul nostro peso istituzionale, consapevoli e fiduciosi della determinazione che il governo italiano sta ponendo sul futuro della produzione, dei lavoratori e delle lavoratrici degli stabilimenti».

 

I sindacati e il sindaco di Novi

Dal fronte sindacale è stata ribadita la richiesta di maggiore trasparenza sull’avanzamento delle trattative e l’esigenza di aprire un tavolo nazionale stabile di confronto. Le organizzazioni dei lavoratori hanno chiesto di poter conoscere il piano industriale dei futuri acquirenti e di essere coinvolte in modo più strutturato nel percorso decisionale.

 

Anche il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, ha evidenziato la necessità di accelerare sulla costruzione del documento condiviso con le altre regioni interessate, auspicando tempi rapidi per ottenere informazioni più dettagliate sul piano industriale, sullo stato della trattativa e sulle modalità di interlocuzione con il Governo.

 

Alla riunione hanno partecipato anche il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro Maurizio Marrone, l’assessore alla Formazione Daniela Cameroni, l’assessore agli Enti Locali Enrico Bussalino, il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi e il sindaco di Racconigi Valerio Oderda.