Ex Ilva di Novi, cresce la preoccupazione: sciopero confermato, attesa per il tavolo al Mimit

Resta alta la tensione attorno allo stabilimento ex Ilva di Novi Ligure, dove i lavoratori hanno confermato lo stato di agitazione e la proclamazione di otto ore di sciopero. La data della mobilitazione sarà definita al termine del tavolo tecnico convocato per martedì al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), appuntamento ritenuto decisivo per comprendere gli sviluppi della vertenza.

 

A preoccupare è soprattutto la prospettiva delineata dalla recente sentenza della Corte d’Appello di Milano, che prevede la chiusura delle aree a caldo dello stabilimento di Taranto entro tre mesi. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni anche sugli impianti del Nord Italia, tra cui quello novese, in particolare per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime necessarie alla produzione.

 

Le parole del Sindaco di Novi e delle altre forze politiche

Sul tema è intervenuto il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere, informando il Consiglio comunale sulla situazione. Il primo cittadino ha chiesto al Governo di predisporre una strategia industriale capace di garantire un futuro agli stabilimenti del Nord, sottolineando come il sito di via Bosco Marengo disponga di potenzialità produttive e di un mercato che potrebbero consentirgli di operare anche in modo indipendente rispetto a Taranto. Per questo ha sollecitato l’elaborazione di un’alternativa che permetta all’impianto di continuare a produrre acciaio finito, ribadendo inoltre la vicinanza dell’amministrazione comunale ai lavoratori e alle loro rivendicazioni.

 

 

Sostegno alle maestranze è arrivato anche dal deputato del Partito Democratico Federico Fornaro, che ha definito la crisi dell’ex Ilva un’emergenza nazionale. Secondo il parlamentare, la mobilitazione sindacale punta a salvaguardare una produzione strategica per il Paese, mentre anche il mondo imprenditoriale avrebbe espresso forti preoccupazioni per il futuro della siderurgia italiana.

 

Di diverso tenore la posizione di Manuela Repetti, esponente locale di Fratelli d’Italia, che ha ribadito la volontà del Governo di individuare una soluzione per tutelare l’occupazione e preservare un comparto ritenuto fondamentale per l’economia nazionale. Repetti ha ricordato come l’Esecutivo stia lavorando a una ridefinizione della procedura relativa all’area a freddo, evidenziando al tempo stesso la necessità di predisporre misure specifiche anche per i lavoratori coinvolti nella chiusura dell’area a caldo.