Premiata la Strada dei Due Castelli tra Francavilla e Tassarolo

Nel decimo anniversario dell’“Omaggio ai Paesaggi Vitivinicoli UNESCO”, il Gavi torna tra i protagonisti dell’iniziativa promossa dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, da anni impegnata nel mantenere viva l’attenzione sul titolo UNESCO, ottenuto nel 2014 dai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato. Domenica 17 maggio 2026, al Castello di Grinzane Cavour, il territorio del Gavi è stato inserito tra i versanti collinari più rappresentativi del Piemonte vitivinicolo grazie alla “Strada dei Due Castelli”, il percorso che attraversa i vigneti tra Francavilla Bisio e Tassarolo.

Un riconoscimento che nasce con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio vitato come espressione di lavoro condiviso, cultura agricola e continuità tra territorio, comunità e viticoltura: un modo per ricordare come la bellezza che ha portato Langhe-Roero e Monferrato nel Patrimonio UNESCO sia sempre il risultato di un equilibrio costruito nel tempo da generazioni di vignaioli, amministrazioni locali e comunità rurali.

 

Il versante che collega Francavilla e Tassarolo

L’edizione 2026 valorizza dunque il versante collinare che collega i Comuni di Francavilla Bisio e Tassarolo: un paesaggio che riassume alcuni degli elementi più identitari della denominazione del Gavi docg, dalla viticoltura storica alla presenza dei castelli, fino alla continuità agricola e alla riconoscibilità morfologica delle colline del Cortese di Gavi. L’omaggio si aggiunge a quello assegnato nel 2023 alla “Strada della Chiesa”, nel Comune di Gavi, tra la frazione Rovereto e Tenuta La Giustiniana, confermando l’attenzione verso il paesaggio collinare di questo territorio.

 

 

Il commento

“Questo risultato ha un valore che va oltre l’aspetto simbolico e indica una direzione da seguire, oltre a una responsabilità che dobbiamo assumerci tutti come operatori del territorio e della filiera vitivinicola — commentano Maurizio Montobbio, Presidente del Consorzio Tutela del Gavi e Orietta Alice, che ha curato il progetto, presenti tra gli altri a Grinzane – “Il paesaggio viticolo, infatti, racchiude molte dimensioni: è produzione, quindi economia e lavoro; è storia, perché rappresenta un ambiente antropico costruito e modellato nel tempo dall’uomo; è sostenibilità, grazie all’impegno quotidiano degli agricoltori nel conservarne l’equilibrio; ed è infine bellezza, quella stessa bellezza che ha ottenuto un riconoscimento internazionale e che oggi abbiamo il dovere di custodire”.