Il lutto per Massimo Vareschi

Si sono svolti questa mattina, nella chiesa parrocchiale di San Nicola da Bari a Pozzolo Formigaro, i funerali di Massimo Vareschi, scomparso il 9 giugno all’età di 80 anni. Nato a Novi Ligure il 12 aprile 1946, Vareschi è stato per decenni una presenza attiva e conosciuta nel tessuto sociale, sportivo e imprenditoriale del territorio novese e pozzolese.

Dopo una prima esperienza lavorativa presso lo stabilimento Italsider, l’attuale Acciaierie d’Italia, nei primi anni Ottanta aveva scelto di intraprendere la strada dell’imprenditoria, avviando un’attività nel settore del commercio automobilistico prima a Tortona e successivamente a Novi Ligure. Un percorso professionale che lo ha visto impegnato per oltre trent’anni e che gli ha consentito di diventare un volto noto nel comparto commerciale locale.

 

Una vita dedicata allo sport

Parallelamente all’attività lavorativa, Vareschi ha dedicato grande attenzione allo sport. Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi da allenatore nella pallavolo femminile della Pozzolese e nell’Atletica Pozzolese, contribuendo alla crescita di numerosi giovani atleti. Tra le iniziative che portano il suo contributo figura anche l’organizzazione della “Strapozzolo”, manifestazione podistica diventata un appuntamento significativo per il territorio, ricordata in particolare per alcune suggestive edizioni serali illuminate dalle fiaccole lungo le strade della campagna pozzolese.

Il suo impegno si è esteso anche alla promozione culturale e sportiva attraverso la partecipazione alla Consulta del Premio Internazionale “Fausto Coppi e Costante Girardengo Souvenir”, organismo che nel tempo ha contribuito a valorizzare importanti personalità dello sport, dello spettacolo e della televisione.

 

 

Il ruolo politico e pubblico

Non è mancata, inoltre, una presenza attiva nel dibattito pubblico e politico locale. Dopo un iniziale percorso nell’area socialista, si era avvicinato negli anni successivi agli ideali del centrodestra, mantenendo comunque un ruolo di osservatore attento e spesso critico nei confronti dell’amministrazione pubblica e delle dinamiche del territorio.

Conclusa l’esperienza nel settore automobilistico, aveva proseguito la propria attività imprenditoriale gestendo una discoteca in provincia di Alessandria. Negli ultimi tempi le sue condizioni di salute si erano aggravate a causa di una grave malattia. Il decesso è avvenuto all’ospedale San Giacomo di Novi Ligure.

Massimo Vareschi lascia la moglie e due figlie. Con la sua scomparsa il territorio perde una figura che, in diversi ambiti della vita pubblica, ha contribuito a lasciare un segno nella comunità locale.