Approvata la variante per la logistica all’ex Cementir di Arquata

Il Consiglio comunale di Arquata ha approvato in via definitiva la variante al Piano regolatore generale che consente l’insediamento di attività logistiche nell’area dell’ex stabilimento Cementir, dopo il parere favorevole espresso dalla Provincia. Si tratta di una superficie di circa 160 mila metri quadrati situata alle porte del paese, il cui futuro ha suscitato un acceso dibattito politico e pubblico.

 

L’area, attualmente interessata dalla demolizione del cementificio, è di proprietà della società Paullo Investimenti, che intende cederla a un operatore logistico non ancora individuato. Durante i lavori consiliari è stato ricordato che l’attività logistica sarebbe già consentita dalle norme vigenti, mentre la variante interviene sul parametro di edificabilità territoriale per permettere la realizzazione di nuovi edifici coperti.

 

Le posizioni della Giunta

L’assessore Micaela Benvenuto ha evidenziato che l’intervento consentirebbe una riqualificazione ambientale del sito e la restituzione del valore economico e sociale che l’area aveva storicamente per il territorio. Il Consiglio ha inoltre respinto l’unica osservazione presentata da un cittadino, Alberto Pastori, relativa alle possibili ricadute sulla viabilità locale derivanti dall’aumento del traffico pesante.

 

Sul tema della mobilità, il sindaco Alberto Basso ha precisato che sono previsti interventi infrastrutturali, tra cui la riqualificazione dell’area antistante il casello autostradale di Vignole e la realizzazione di una rotatoria in via Gramsci. Tali opere rientrano nel progetto finanziato con fondi legati al Terzo Valico ferroviario, attesi da circa un decennio. È stata inoltre prospettata una soluzione per il sottopasso ferroviario, basata su semafori intelligenti in grado di riconoscere la presenza di mezzi pesanti e regolare il traffico alternato tra automobili e camion.

 

 

Critica l’opposizione

La minoranza consiliare ha espresso forti perplessità. Il consigliere Roberto Scifò ha sostenuto che l’insediamento logistico potrebbe alterare gli equilibri ambientali, viabilistici e socio-economici del territorio e ha osservato come molte prescrizioni siano rinviate alla fase del progetto attuativo. In particolare, ha rilevato che la richiesta di uno studio sul traffico nel futuro piano esecutivo confermerebbe l’esistenza di criticità non ancora risolte. L’opposizione ha quindi invitato l’amministrazione a valutare destinazioni alternative per l’area.

 

Il sindaco ha replicato ricordando che il sito è di proprietà privata e che il Comune non ha la facoltà di imporre la tipologia di intervento. Ha inoltre sottolineato che l’obiettivo dell’amministrazione è stato fin dall’inizio quello di favorire l’acquisizione, la bonifica e la riqualificazione del compendio da parte di un operatore economico, evitando il rischio di un lungo degrado o di una possibile riattivazione dell’attività industriale originaria, scenario che era stato considerato concreto.