Il resoconto sull’incontro a Rocchetta per la Val Borbera

Sabato 11 aprile, nella cornice di Palazzo Spinola a Rocchetta Ligure, si è svolto il convegno “Val Borbera: Territorio da Vivere, Sviluppo Agroalimentare e Turismo”, un momento di confronto che ha visto la partecipazione di istituzioni, amministratori locali, operatori economici e rappresentanti del mondo associativo.

All’incontro ha preso parte anche Michele Negruzzo, presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Val Borbera e Valle Spinti, che ha portato il contributo del comparto turistico e ricettivo del territorio.

 

I rappresentanti regionali

Significativa la presenza dei rappresentanti della Regione Piemonte – tra cui Enrico Bussalino, Federico Riboldi, Davide Buzzi Langhi, Silvia Raiteri e Marco Protopapa – insieme a esponenti della Provincia di Alessandria, di Alexala – Tourist Board Alessandria & Monferrato, e a numerose amministrazioni comunali, a testimonianza dell’attenzione crescente verso le prospettive di sviluppo della valle.

Ampia anche la partecipazione di pubblico, con imprenditori dei settori turistico e agroalimentare, associazioni e realtà scolastiche, che hanno evidenziato un forte attaccamento al territorio e la volontà di valorizzarne le potenzialità. È emersa inoltre una significativa coesione tra le diverse componenti locali.

 

Il turismo

Nel corso del convegno è stata presentata un’analisi dei flussi turistici che evidenzia, per il 2025 rispetto all’anno precedente, un incremento degli arrivi compreso tra il 50% e il 60%, mentre le presenze sono cresciute tra il 20% e il 30%. La clientela è prevalentemente italiana, con una fascia d’età ampia, dai giovani tra i 18 e i 20 anni fino agli over 70. Ancora limitata la presenza di turisti stranieri, considerata un ambito su cui investire per ampliare il bacino di utenza.

Determinante, in questo contesto, il ruolo del Cammino dei Ribelli, che nel solo 2025 ha portato sul territorio tra le 1000 e le 1300 presenze, con un impatto economico significativo. L’incremento complessivo dei flussi è infatti riconducibile in larga parte al turismo lento, in particolare a camminatori ed escursionisti, ma anche al cicloturismo.

 

Per il 2026 le previsioni indicano un andamento in linea con l’anno precedente, con possibili ulteriori margini di crescita legati anche al contesto internazionale, che potrebbe favorire un turismo più orientato alle destinazioni di prossimità.

Tra i punti di forza della valle vengono confermati il turismo lento e quello enogastronomico, sostenuto dalla valorizzazione dei prodotti tipici e delle tradizioni locali, anche reinterpretate in chiave contemporanea. Rilevante anche il potenziale del turismo culturale e religioso, grazie alla presenza diffusa di chiese, edifici storici ed elementi di interesse artistico.

 

Le criticità

Accanto alle opportunità, sono state evidenziate alcune criticità, a partire dalle infrastrutture. Le strade rappresentano infatti il primo biglietto da visita del territorio: nonostante gli interventi già realizzati per la messa in sicurezza, resta la necessità di ulteriori lavori di manutenzione, asfaltatura e consolidamento. Centrale anche il tema dei collegamenti, in particolare per l’Alta Valle, attualmente penalizzata da una carenza di connessioni con i principali nodi di trasporto. Tra le proposte, l’introduzione di servizi di trasporto a chiamata per rispondere alle esigenze di residenti e visitatori.

Altro tema cruciale riguarda la necessità di misure di sostegno economico per le attività operanti in aree montane e marginali, con interventi di defiscalizzazione e agevolazioni su costi energetici, carburanti e tributi locali, al fine di garantire la sostenibilità delle imprese e contrastare lo spopolamento.

 

Le parole di Michele Negruzzo

“I tavoli di confronto come questo sono sempre importanti e si auspica ce ne siano altri, ma, per avere un seguito costruttivo, occorre che, una volta terminati, chi di dovere traduca nella pratica le richieste e i consigli che sono stati portati alla loro attenzione. Siamo dei presidi sul territorio, ne siamo i custodi, bisogna pertanto guardare con un occhio di riguardo chi non lo abbandona e ne vigila sulla buona gestione e conservazione”, ha dichiarato Michele Negruzzo.

Un ringraziamento è stato infine rivolto agli organizzatori Fabio Cogo ed Enrico Ravazzano, nonché al moderatore Andrea Bonfante, per il lavoro svolto e per l’opportunità di confronto offerta.

 

Foto di Dino Ferretti.