Fotovoltaico, doppia battuta d’arresto per il Comune di Pozzolo
Doppia sconfitta per il Comune di Pozzolo Formigaro davanti al Tribunale amministrativo regionale del Piemonte nelle controversie legate alla realizzazione di impianti fotovoltaici sul territorio comunale. Le due sentenze confermano come la normativa vigente lasci margini di intervento limitati agli enti locali in materia di energie rinnovabili.
Il primo impianto
Il primo pronunciamento riguarda un impianto fotovoltaico previsto nelle vicinanze del centro commerciale I Giovi. Si tratta di un progetto di dimensioni contenute rispetto ad altri presenti o programmati nell’area: meno di un ettaro di superficie interessata, 3.388 pannelli installati e una potenza complessiva di 1,9 megawatt. Proprio queste caratteristiche avevano consentito l’avvio dell’iter attraverso una procedura abilitativa semplificata.
L’amministrazione comunale aveva però negato l’autorizzazione, ritenendo insufficiente la documentazione presentata dalla società Alambra. In particolare, erano stati sollevati dubbi sugli aspetti relativi alla generazione di campi magnetici e alle stime di produttività dell’impianto, elementi considerati necessari per determinare l’entità delle eventuali opere compensative a favore del Comune.
Secondo il Tar, tuttavia, la società aveva provveduto a trasmettere le integrazioni richieste e le osservazioni sulle criticità evidenziate dagli uffici comunali. I giudici hanno inoltre rilevato che alcune contestazioni sarebbero state formulate dall’amministrazione solo successivamente e che la risposta del Comune sarebbe intervenuta oltre i termini previsti. Per questo motivo il Tribunale ha annullato il diniego, riconosciuto l’efficacia della procedura autorizzativa e confermato la possibilità di realizzare l’impianto. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento di 3.000 euro per le spese di giudizio.
Il secondo caso
Più rilevante per dimensioni è invece il secondo caso, relativo al progetto agrivoltaico previsto su circa 100 ettari di terreni tra le cascine Ponzana, Baronina e Ponzanina, al confine tra i territori di Pozzolo Formigaro e Tortona. L’impianto era già stato autorizzato dalla Provincia di Alessandria al termine di un iter particolarmente complesso.
L’amministrazione comunale aveva espresso la propria contrarietà all’intervento e aveva richiesto una serie di opere compensative per mitigare l’impatto del progetto sul territorio. Tuttavia, tali richieste non erano state recepite nell’autorizzazione provinciale. Da qui la decisione del Comune di impugnare il provvedimento davanti al Tar.
Anche in questo caso il Tribunale amministrativo ha respinto le ragioni dell’ente locale. Nella sentenza viene evidenziato come la sede istituzionale deputata alla definizione delle misure compensative sia la conferenza dei servizi. I giudici hanno rilevato che il Comune aveva mantenuto il proprio parere negativo durante la fase istruttoria e aveva respinto la proposta di indennizzo avanzata dalla società Margisolar. Solo dopo la conclusione della conferenza dei servizi, secondo quanto riportato nella sentenza, l’amministrazione avrebbe comunicato alla Provincia l’avvio di interlocuzioni con la società per la definizione delle opere compensative.
L’esito del ricorso comporta per il Comune non solo l’impossibilità di ottenere le compensazioni richieste nell’ambito del procedimento contestato, ma anche la condanna al pagamento delle spese legali, quantificate in 2.000 euro a favore della Provincia e altri 2.000 euro a favore di Margisolar.
Entrambe le decisioni del Tar Piemonte potranno comunque essere impugnate nei successivi gradi di giudizio.

