I nuovi progetti di Luminas APS
Negli ultimi giorni, nel territorio tra Novi Ligure e Serravalle Scrivia, due iniziative solidali hanno contribuito concretamente al sostegno di progetti dedicati all’inclusione delle persone con disabilità, promossi dall’associazione Luminas APS.
Una serata conviviale, organizzata presso il Baracchino di Serravalle Scrivia, ha permesso di raccogliere 1.200 euro grazie a una “pizza solidale” che ha visto la partecipazione della comunità locale. A questa si è affiancata l’iniziativa della Scuola The International School in Genoa, che attraverso la vendita di 60 uova solidali ha generato ulteriori 510 euro netti.
Come sottolineato dall’associazione, «non sono solo fondi. Sono fiducia che prende forma». Le risorse raccolte, insieme a quelle provenienti da una precedente iniziativa natalizia realizzata a Novi Ligure, saranno destinate a due progetti: le attività di tennis tavolo a Valenza e il percorso “Corriamo e Nuotiamo Insieme” presso la piscina di Novi Ligure.
Si tratta, spiegano i promotori, non di semplici attività, ma di «pezzi di futuro», in cui lo sport diventa strumento di espressione, relazione e partecipazione.
La visione di Luminas
Alla base dell’azione di Luminas APS vi è una visione che va oltre il singolo intervento. L’associazione definisce il proprio approccio come una forma di “orticoltura sociale della disabilità”, un modello fondato sulla costruzione di relazioni e sulla collaborazione diffusa. «Seminiamo dove c’è spazio. Coltiviamo relazioni, prima ancora che progetti», si legge nel testo diffuso.
Un paradigma che privilegia connessione e fiducia rispetto a controllo e proprietà, in linea con il pensiero pedagogico di Andrea Canevaro, secondo cui l’inclusione autentica nasce dalla creazione di contesti condivisi, e con la visione dell’architetto Stefano Boeri, che evidenzia come «la qualità di un sistema si misura dalla sua capacità di connettere, non di separare».
Luminas APS ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno preso parte alle iniziative, ricordando come il valore generato non sempre sia immediatamente visibile, ma resti comunque fondamentale per il tessuto sociale.
L’obiettivo, ribadito dall’associazione, è continuare a operare in una logica di rete, “non per accumulo, ma per circolazione”, promuovendo un modello in cui la persona viene prima della disabilità e la diversità diventa una risorsa condivisa per la comunità.
