Proprio come Serravalle, alla commemorazione delle vittime del crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018 era presente anche Arquata Scrivia con i consiglieri Francesca De Franchi e Stefano Lasagna. Alessandro Robotti, 50 anni e Giovanna Bottaro, di 43, che persero la vita nella tragedia, erano originari del paese.

 

“Otto anni sono passati  – dichiarano  i consiglieri -. Ma per noi, come per le famiglie delle vittime, il 14 agosto 2018 non è una data del passato. È una ferita che ci appartiene profondamente e continua a chiedere memoria, rispetto e giustizia”.

 

Arquata Scrivia è tra i centri coinvolti nel progetto del Memoriale Diffuso, la cui idea è nata dal Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi, di cui Paolo Robotti, fratello di Alessandro, è stato vicepresidente.

 

“L’idea di trasferire una parte dei resti del Ponte Morandi, oggi custoditi a Sant’Olcese, nel Memoriale di Genova e, per le vittime non genovesi, anche nei loro Comuni di residenza, rappresenta qualcosa di molto più profondo del semplice recupero di alcuni reperti – si legge nel post Facebook pubblicato dalla consigliera De Franchi -. Significa trasformare ciò che resta del ponte in testimonianza, fare in modo che quelle parti di calcestruzzo e acciaio non siano soltanto ciò che rimane di una tragedia, ma diventino strumenti di memoria e di consapevolezza”.

 

La consigliera sottolinea che per Arquata questo progetto avrebbe un significato particolare: “Portare qui una parte dei resti del ponte significherebbe dare un luogo alla memoria di Alessandro e Giovanna e contemporaneamente ricordare tutte le 43 vittime, nonché parlare alle generazioni future. Non si tratterebbe di portare una “maceria” nel nostro territorio. Si tratterebbe di portare una parte della storia di quelle persone e della nostra storia collettiva, perché possa essere vista, conosciuta e compresa”.