I ringraziamenti in una lettera firmata insieme a Mara Biasi
Riccardo Lera, medico di Serravalle Scrivia in pensione che ha lavorato come pediatra all’Ospedale Infantile di Alessandria, si sta riprendendo da una brutta caduta in bicicletta in Valle d’Aosta, sulla strada che da Gaby porta verso Niel, poco prima di Gressoney Saint Jean. Il dottore sta ancora cercando di contattare la famiglia inglese che ha chiamato subito i soccorsi per ringraziarla dell’aiuto. Intanto, insieme a Mara Biasi, già infermiera professionale presso la Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Infantile di Alessandria, ha voluto ringraziare con una lettera tutto il personale del Reparto di Recupero e Riabilitazione Funzionale di Ovada, diretto dalla Dr.ssa Manuela Grosso. É qui che Lera si è recato per la riabilitazione.
“Conoscendo dall’interno le difficoltà quotidiane del lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale, Mara e Riccardo hanno potuto riconoscere, in ogni gesto e in ogni turno, la dedizione autentica di medici, infermieri, OSS e fisioterapiste. In questa realtà ospedaliera di provincia, il personale non si limita a garantire competenza tecnica: costruisce, giorno dopo giorno, un rapporto umano solido, rispettoso e partecipe con pazienti che affrontano gravi limitazioni motorie dovute a cause ortopediche, neurologiche o altre condizioni complesse. La cura che si respira nel reparto non è solo professione, ma una forma di presenza: attenzione discreta, incoraggiamento, ascolto, capacità di sostenere la fragilità senza mai farla pesare. Per chi è costretto alla dipendenza fisica, questo clima diventa parte integrante della terapia, una forza che accompagna la riabilitazione e la rende possibile. Mara Biasi e Riccardo Lera desiderano quindi esprimere la loro gratitudine a ciascun membro del reparto, certi che il valore di questo lavoro — spesso silenzioso, spesso invisibile — rappresenti una delle espressioni più alte del servizio pubblico e della cura verso la comunità”.
Lera e Biasi segnalano inoltre che questa realtà ospedaliera presenta caratteristiche e potenzialità tali da poter rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, complessa e soggetta a malattie croniche invalidanti. “Un incremento del numero dei posti letto, un adeguamento delle attrezzature e un potenziamento del personale consentirebbero al reparto di ampliare la propria capacità assistenziale e di consolidarsi come struttura di riferimento non solo provinciale, ma anche regionale. La collocazione geografica di Ovada, facilmente raggiungibile dalla vicina Liguria, rappresenta un ulteriore elemento strategico che potrebbe favorire un bacino di utenza più ampio e diversificato”.