Il Gavi fa fortissimo all’estero

Nel contesto di un mercato vinicolo che continua a confrontarsi con consumi rallentati e giacenze elevate, il Gavi Docg conferma una dinamica in controtendenza. Secondo i dati diffusi dal Consorzio Tutela del Gavi, nel 2025 oltre 12 milioni di bottiglie sono state destinate ai mercati esteri, pari al 91% della produzione complessiva.

 

La denominazione mantiene una forte vocazione internazionale, con esportazioni distribuite tra Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente. La Gran Bretagna si conferma il principale mercato di riferimento, con circa 7 milioni di bottiglie vendute e una quota superiore al 60% dell’export totale. Al secondo posto restano gli Stati Uniti con oltre 1,5 milioni di bottiglie, seguiti dalla Germania. Tra i mercati in crescita emergono anche Canada, Emirati Arabi e Cina.

Proprio il mercato cinese registra uno degli incrementi più significativi: in due anni le esportazioni sono passate da meno di 10 mila a oltre 100 mila bottiglie, aumentando il proprio peso sul totale delle vendite estere.

 

Il mercato interno e i canali di vendita

Segnali positivi arrivano anche dal mercato interno. Dopo anni di progressiva contrazione, le vendite in Italia tornano oltre il milione di bottiglie. Il Nord Italia continua a rappresentare il principale bacino di consumo e il Piemonte rafforza il proprio ruolo, sostenuto anche dagli investimenti legati all’enoturismo.

Cambia inoltre la distribuzione dei canali di vendita: pur restando prevalente, la grande distribuzione perde parte del proprio peso a favore del comparto horeca, con una crescita di alberghi, ristoranti e bar.

 

Dal Consorzio viene evidenziato come il risultato del Gavi sia legato sia al favore che i vini bianchi fermi continuano a incontrare tra i consumatori, sia a un equilibrio tra produzione e domanda costruito attraverso la gestione della denominazione e la presenza consolidata sui mercati internazionali. Una condizione che avrebbe consentito di contenere gli effetti delle difficoltà che interessano oggi parte del comparto vinicolo.