Il lutto per la scomparsa di Dario Ubaldeschi
È morto nella notte di lunedì 8 settembre, all’età di 96 anni, Dario Ubaldeschi, figura a lungo protagonista della vita pubblica, politica e urbanistica di Novi Ligure. Geometra di professione, ma anche uomo di cultura e di impegno civile, Ubaldeschi ha attraversato diversi decenni della storia cittadina, mantenendo fino agli ultimi anni un forte interesse per il futuro della città.
Nato a Milano il 16 aprile 1930, si trasferì a Novi Ligure, dove esercitò a lungo la professione di geometra. La formazione e l’esperienza maturate al fianco dell’ingegner Domenico Corte, altra figura storica dell’urbanistica novese, contribuirono a sviluppare in lui una particolare attenzione per la pianificazione e la crescita del territorio. Per Ubaldeschi l’urbanistica non rappresentava soltanto un ambito professionale, ma una vera e propria passione, accompagnata dalla convinzione che le scelte compiute sul territorio dovessero guardare al futuro della città.
L’impegno politico
Accanto all’attività professionale coltivò per tutta la vita l’impegno politico. Militò nel Partito Socialista Italiano, partecipando attivamente alla vita del partito e alle vicende amministrative cittadine. Con la dissoluzione del Psi aderì successivamente a Forza Italia, risultando tra i primi esponenti del movimento politico a Novi. Il suo percorso, tuttavia, fu caratterizzato soprattutto da una forte autonomia di pensiero, che gli consentì di mantenere rapporti e amicizie anche al di là degli schieramenti politici.
L’urbanistica cittadina
Tra i temi che lo videro maggiormente impegnato vi fu proprio lo sviluppo urbanistico e industriale di Novi. A Ubaldeschi è stata attribuita anche una parte del percorso che portò alla nascita del Cipian, l’area industriale lungo la direttrice verso Serravalle Scrivia. Negli ultimi anni, invece, concentrò gran parte della propria attenzione sul progetto del Terzo Valico e sulle conseguenze che l’opera avrebbe potuto avere sulla città.
Pur sostenendo la realizzazione della grande infrastruttura ferroviaria, Ubaldeschi contestava infatti l’ipotesi di continuare a far transitare i convogli attraverso il centro abitato di Novi. Già nei primi anni Duemila aveva avanzato una proposta alternativa, basata sullo spostamento della stazione nella zona della Bassa Pieve e sulla realizzazione di un tracciato in grado di evitare l’attraversamento del centro cittadino. Una posizione che contribuì ad alimentare per anni il dibattito locale sul futuro ferroviario e urbanistico di Novi.
Il legame con lo sport
La sua partecipazione alla vita cittadina non si era limitata alla politica e all’urbanistica. Ubaldeschi aveva avuto anche un legame con lo sport locale e con la Novese, società nella quale aveva giocato da giovane e della quale fu successivamente commissario alla fine degli anni Sessanta. Un’esperienza che, anche a distanza di molti anni, rimase tra i suoi ricordi più nitidi legati alla città.
Con la scomparsa di Dario Ubaldeschi Novi perde dunque una figura che ha attraversato una lunga stagione della propria storia, unendo competenza tecnica, passione politica e attenzione per le trasformazioni del territorio. Una presenza rimasta viva nel dibattito cittadino anche negli ultimi anni, quando continuava a intervenire sui principali temi legati allo sviluppo e al futuro di Novi.
I funerali
Ubaldeschi lascia i figli Monica, Luca e Daria. Luca è giornalista e ha lavorato per molti anni a La Stampa, ricoprendo in seguito anche l’incarico di direttore de Il Secolo XIX.
I funerali saranno celebrati giovedì 10 settembre alle 10.30 nella chiesa di Sant’Antonio a Novi Ligure. Il rosario è invece previsto mercoledì 9 settembre alle 19, sempre nella chiesa di Sant’Antonio.
