Il nuovo capitolo della questione teleriscaldamento a Novi

Il dibattito sul teleriscaldamento a Novi Ligure, riaccesosi nei giorni scorsi in Commissione Gestione del Territorio, trova ora un ulteriore sviluppo nel comunicato diffuso dal Comune, che conferma l’intenzione di rivedere e aggiornare il progetto alla luce delle nuove condizioni normative ed energetiche.

 

Il confronto in commissione

La riunione della scorsa settimana aveva messo in evidenza posizioni articolate, sia sul piano tecnico sia su quello politico. Al centro del confronto, il protocollo d’intesa tra il Comune e ACOSÌ, società del Gruppo ACOS, relativo alla convenzione siglata il 27 settembre 2018 per la progettazione, realizzazione e gestione di due reti di teleriscaldamento e del servizio energia per edifici pubblici.

 

Nel corso dell’incontro – alla presenza dei vertici del Gruppo ACOS, tra cui il presidente Valter Pallano, l’amministratore delegato Vittorio Daglio e il presidente di ACOSÌ Paolo Reppetti – è stato chiarito come il progetto, dichiarato di pubblico interesse e coerente con gli obiettivi ambientali, abbia subito ritardi dovuti a fattori esterni, tra cui la pandemia e l’evoluzione normativa.

 

 

Secondo ACOSÌ, tali slittamenti avrebbero però consentito un adeguamento alle più recenti direttive europee, orientate verso un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili, evitando costi aggiuntivi per il Comune e mantenendo invariato l’equilibrio economico-finanziario dell’intervento. Il protocollo d’intesa prevede infatti sei mesi di tempo per la predisposizione di uno studio tecnico-economico aggiornato, senza modifiche alla durata della concessione, fissata in 33 anni.

 

Nel dibattito politico non sono mancate le divergenze. Il consigliere del Movimento 5 Stelle Paolo Coscia ha ribadito le proprie critiche storiche al progetto, sostenendo che i ritardi abbiano evitato un potenziale danno economico e chiedendo una nuova gara pubblica. Dall’altra parte, sono emerse richieste di chiarimento sugli aspetti economici e gestionali, come quelle avanzate dal consigliere di Forza Italia Oscar Poletto.

 

Il comunicato del Comune: verso un progetto rinnovato

A distanza di pochi giorni, è arrivato il comunicato ufficiale dell’amministrazione comunale, che inserisce il confronto in commissione all’interno di un percorso più ampio di revisione del project financing. Il contratto, sottoscritto nel 2018 tra il Comune di Novi Ligure e il raggruppamento guidato da ACOSÌ, insieme a Iren e Tre Colli, viene ora orientato verso un “profondo rinnovamento tecnico”, con l’obiettivo di mantenere invariati i contenuti economici ma aggiornare le soluzioni tecnologiche.

L’amministrazione ha infatti confermato di aver avviato una collaborazione con ACOSÌ per individuare alternative al metano, puntando in particolare su fonti rinnovabili. Tra le ipotesi allo studio, la geotermia basata sullo scambio termico dell’acqua di falda e l’impiego di pompe di calore.

 

Nel dettaglio, le prime indicazioni tecniche condivise riguardano:

  • l’area degli impianti sportivi e delle scuole, dove si ipotizza un sistema alimentato da fonti rinnovabili e pompe di calore;
  • la zona del polo fieristico e del teatro Giacometti, per la quale si valuta una produzione centralizzata di calore tramite pompe di calore elettriche.

Queste soluzioni saranno ora oggetto di approfondimenti tecnico-economici nei prossimi mesi, con l’obiettivo di arrivare alla definizione operativa del progetto.

 

Un percorso ancora aperto

Il comunicato conferma anche la complessità del percorso, segnato negli anni da rinvii legati sia a scelte amministrative sia a fattori esterni, come l’emergenza Covid e i cambiamenti del mercato energetico.

 

Nel dibattito consiliare restano tuttavia posizioni differenti: la maggioranza sottolinea la volontà di mantenere le modifiche entro i limiti consentiti dalla normativa sui contratti pubblici, mentre dall’opposizione continuano a emergere richieste di revisione più radicale dell’impianto originario. Il sindaco Rocchino Muliere ha infine ribadito la fiducia nei confronti dei tecnici coinvolti e la volontà di portare a compimento una componente ritenuta strategica del contratto, in un contesto energetico definito “non facile” anche alla luce degli scenari internazionali.