La pizza dell’Albergo Ristorante Ponte ai Campionati Mondiali di Parma
L’Albergo Ristorante Ponte di Cosola conferma ancora una volta la propria vocazione alla valorizzazione delle eccellenze territoriali partecipando, per il terzo anno consecutivo, al Campionato Mondiale della Pizza, giunto nel 2026 alla sua 33ª edizione e ospitato come da tradizione nella città di Parma.
La competizione, tra le più prestigiose a livello internazionale nel settore della pizza, richiama ogni anno centinaia di pizzaioli provenienti da tutto il mondo, chiamati a confrontarsi in diverse categorie davanti a una giuria tecnica altamente qualificata. Tra queste, la categoria “pizza classica” rappresenta una delle prove più iconiche, imponendo tempi serrati e grande precisione esecutiva.
I sapori del territorio
Nella giornata di martedì 14 aprile, il team del Ponte di Cosola ha preso parte alla gara rispettando il tempo massimo di 12 minuti previsto dal regolamento, completando tuttavia la preparazione in circa sei minuti. La proposta presentata alla giuria si è distinta per una forte identità territoriale: un impasto arricchito con zafferano, accompagnato da una farcitura a base di Mollana della Val Borbera, salsiccia locale, sugo di ceci della Merella, polvere di broccolo essiccato e Parmigiano Reggiano.
La pizza Crochina del Papa
La pizza, denominata “Crochina del Papa”, racchiude già nel nome un richiamo alle radici culturali e agricole del territorio. Il termine “Crochina” deriva infatti da Crocus sativus, la pianta da cui si ricava lo zafferano, ingrediente simbolo della preparazione. Lo zafferano utilizzato proviene da Teo, località legata anche alle origini familiari di Papa Francesco. Gli altri ingredienti raccontano a loro volta la Val Borbera: la Mollana, formaggio vaccino a latte crudo e breve stagionatura (tra i 10 e i 45 giorni), i ceci della Merella e la salsiccia artigianale prodotta nelle macellerie locali.
A rappresentare l’Albergo Ristorante Ponte di Cosola sono stati Wilma Negruzzo, cuoca del locale, insieme al compagno Fabio Parodi, al figlio Davide e a Dino Negruzzo, figura storica dell’attività. Una presenza familiare che sottolinea la continuità e il legame profondo con il territorio, elementi che da sempre caratterizzano la filosofia del ristorante.
