I licenziamenti del Terzo Valico

La vertenza tra Rete ferroviaria italiana (RFI) e il consorzio Cociv, incaricato della realizzazione del Terzo valico dei Giovi, si ripercuote sull’occupazione nei cantieri piemontesi dell’opera. Dopo l’avvio della cassa integrazione per centinaia di lavoratori, è arrivato anche l’annuncio di 18 licenziamenti da parte di Gallerie Srl.

 

Al centro del contenzioso ci sono le richieste economiche avanzate da Cociv, attraverso la capofila Webuild, che ammontano a oltre 2 miliardi di euro. La somma sarebbe destinata a coprire i costi sostenuti per lo smontaggio di due talpe meccaniche rimaste bloccate durante lo scavo del tunnel sotto l’Appennino. RFI, dal canto suo, sostiene di aver già corrisposto quanto dovuto.

La controversia si inserisce in un quadro economico complesso per un’infrastruttura che, secondo il progetto approvato nel 2006, avrebbe dovuto comportare una spesa di circa 5 miliardi di euro. Con l’eventuale riconoscimento delle ulteriori somme richieste, il costo complessivo dell’opera arriverebbe a circa 13 miliardi.

Cassa integrazione e licenziamenti nei cantieri alessandrini

Le conseguenze della situazione si stanno facendo sentire anche sul fronte occupazionale. In Piemonte i cantieri interessati sono quelli di Arquata Scrivia e Voltaggio, entrambi in provincia di Alessandria.

Dal 13 ottobre è scattata la cassa integrazione per oltre 300 dipendenti di Seli Overseas, azienda impegnata negli scavi delle gallerie. Il provvedimento ha coinvolto anche altri lavoratori delle imprese che operano in subappalto: Collins ha collocato in cassa integrazione 30 dipendenti, mentre il Consorzio Val Lemme ha adottato la stessa misura per altri sei addetti.

A questo quadro si aggiunge la decisione di Gallerie Srl, che ha annunciato 18 licenziamenti. Una situazione che alimenta le preoccupazioni per le ricadute della vertenza sui lavoratori e sulle aziende più direttamente coinvolte nelle attività di cantiere.

 

 

I sindacati chiedono un incontro in Prefettura

Sul fronte sindacale è stata richiesta la convocazione di un incontro in Prefettura con le imprese interessate. A riferirlo è Paolo Conte, segretario provinciale della Fillea-Cgil di Alessandria, che ha indicato come priorità la possibilità di scongiurare i licenziamenti attraverso il trasferimento dei lavoratori ad altri cantieri.

La soluzione, tuttavia, potrebbe incontrare difficoltà, soprattutto per le aziende di dimensioni più ridotte. La diminuzione delle entrate legata alla situazione del Terzo valico rischia infatti di compromettere gli equilibri economici degli appaltatori, rendendo più complicato il ricorso a soluzioni alternative per salvaguardare i posti di lavoro.