Licenziamenti anche per la dirigenza ex Ilva
La crisi di Acciaierie d’Italia coinvolge anche il personale dirigenziale. La società, attualmente in amministrazione straordinaria, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 40 dei 51 dirigenti con contratto a tempo indeterminato, su un organico complessivo di 73 figure manageriali. Tra le sedi interessate c’è anche Novi Ligure, dove sono previsti due esuberi.
La comunicazione è stata inviata il 23 ottobre dai commissari straordinari a Federmanager e alle rappresentanze sindacali, dando avvio al percorso previsto dalla legge 223 del 1991.
Nel dettaglio, i dirigenti interessati dalla procedura sono distribuiti tra le diverse sedi del gruppo: 31 a Taranto, 16 a Milano, due a Genova e altrettanti a Novi Ligure. Il piano riguarda quindi anche lo stabilimento novese, già coinvolto nelle difficoltà che attraversano il gruppo siderurgico.
La riorganizzazione dopo lo stop dell’area a caldo
Alla base della decisione c’è la riorganizzazione aziendale conseguente alla sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, disposta dalla Corte d’Appello di Milano. Il provvedimento ha determinato una revisione delle attività del gruppo, con la revoca degli ordini per le materie prime e la dismissione del ciclo integrale di produzione.
Gli esuberi riguardano soprattutto le funzioni di supporto tecnico e operativo collegate all’area a caldo, oltre ad alcune posizioni di comando e di staff che, secondo la nuova impostazione organizzativa, non sarebbero più necessarie.
I commissari straordinari hanno inoltre precisato che l’adeguamento dell’organico interesserà anche i dirigenti con contratto a tempo determinato, sebbene questi ultimi non rientrino nella procedura di licenziamento collettivo appena avviata.
I prossimi passaggi
La procedura prevede una fase di confronto sindacale, al termine della quale potranno essere formalizzati i licenziamenti, entro i termini stabiliti dalla normativa e salvo eventuali accordi diversi tra le parti.
L’azienda ha manifestato la disponibilità a valutare possibili misure di accompagnamento, tra cui programmi di ricollocazione professionale, sostegni economici e incentivi all’esodo.
Per Novi Ligure, dove sono individuati due esuberi dirigenziali, la vicenda si inserisce nel quadro più ampio delle incertezze che continuano a interessare il futuro del gruppo siderurgico e delle sue attività sul territorio.
