Il Forte di Gavi ha riaperto dopo il restauro

Dopo cinque mesi di interventi di riqualificazione, il Forte di Gavi ha riaperto le porte al pubblico presentando un volto profondamente rinnovato. Il progetto, finanziato con circa quattro milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), punta a trasformare lo storico complesso in un polo culturale più accessibile, moderno e capace di valorizzare il patrimonio storico del territorio.

La cerimonia inaugurale si è svolta alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, amministratori locali, tecnici e progettisti. Nel corso dell’evento è stato ricordato come la riapertura coincida con il quattrocentesimo anniversario della costruzione della fortezza, una ricorrenza che segna l’inizio di una nuova fase per il monumento.

 

Gli interventi

Il direttore delle Residenze Reali Sabaude, Filippo Masino, ha evidenziato che quello realizzato a Gavi rappresenta uno degli interventi più significativi tra quelli finanziati in Piemonte attraverso il Pnrr, soprattutto sotto il profilo dell’accessibilità. L’obiettivo, ha spiegato, è stato quello di superare le barriere che per secoli hanno caratterizzato la fortezza, rendendola finalmente fruibile a un pubblico più ampio.

Tra le principali novità figurano l’apertura al pubblico dell’Alto Forte, cuore dell’antico castello successivamente trasformato dalla Repubblica di Genova nella possente fortezza di confine, e la possibilità di raggiungere il bastione della Mezzaluna attraverso percorsi accessibili, da cui è possibile ammirare il panorama sulla cittadina di Gavi e sull’Alta Val Lemme.

 

 

Il percorso museale

Completamente rinnovato anche il percorso museale, che propone un approfondimento sulla storia della fortezza, sulla vita dei prigionieri che vi furono detenuti e sull’evoluzione degli armamenti impiegati nel corso dei secoli. Sono stati inoltre realizzati nuovi spazi dedicati alla didattica, destinati alle scuole, e una sala multimediale che, grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale, accompagna i visitatori alla scoperta delle vicende storiche del Forte, tra cui la celebre evasione degli ufficiali britannici guidati da Jack Pringle durante la Seconda guerra mondiale.

L’intervento ha riguardato anche il rinnovamento dell’illuminazione interna, la realizzazione di una nuova biglietteria priva di barriere architettoniche e l’allestimento di una sala conferenze climatizzata, pensata per ospitare incontri, concerti, proiezioni ed eventi culturali.

 

Le parole del Sindaco di Gavi e le iniziative future

Il sindaco Carlo Massa ha sottolineato come il restauro rappresenti un passaggio importante per la valorizzazione del principale simbolo della comunità gaviese. Secondo il primo cittadino, il progetto contribuirà a rafforzare l’attrattività turistica del territorio attraverso una rigenerazione culturale fondata sull’inclusione e sull’eliminazione delle barriere.

 

 

Tra le iniziative future è prevista anche la realizzazione, nel bastione di San Tommaso, di un vigneto di uve Cortese, sviluppato in collaborazione con il Consorzio Tutela del Gavi e la Cantina Produttori. Il direttore del Forte, Riccardo Vitale, ha spiegato che il progetto avrà finalità sia storiche sia divulgative: consentirà infatti di studiare la coltivazione della vite secondo le pratiche di un secolo fa, quando la fortezza ospitava il Consorzio per la lotta alla fillossera, contribuendo al tempo stesso alla promozione del Gavi Docg e al sostegno di iniziative benefiche.

Conclusi gli interventi di recupero, la sfida sarà ora quella di garantire una piena fruizione del complesso durante tutto l’anno, consolidandone il ruolo di punto di riferimento culturale e turistico per il territorio.