Narcotraffico e riciclaggio anche a Capriata e Novi

C’è anche la provincia di Alessandria tra i territori interessati dalla maxi indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano e condotta dalla Guardia di Finanza su un presunto sistema internazionale di riciclaggio dei proventi del narcotraffico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una parte delle attività dell’organizzazione avrebbe avuto come punto di riferimento un’abitazione di Capriata d’Orba, ritenuta uno dei luoghi chiave del meccanismo utilizzato per occultare l’origine del denaro.

 

L’inchiesta coinvolge complessivamente undici persone e tre società. Tra gli indagati figurano due coniugi di nazionalità kosovara, residenti nell’Alessandrino, già arrestati in Francia nel settembre dello scorso anno dopo essere stati trovati in possesso di oltre 50 chilogrammi di lingotti d’oro di elevata purezza, nascosti all’interno di un doppiofondo ricavato in un’autovettura.

 

 

Le indagini hanno ora raggiunto anche il Kosovo, dove i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Milano e dello Scico di Roma, con il supporto della Gendarmeria nazionale francese, hanno eseguito un nuovo sequestro patrimoniale del valore di circa un milione di euro. Il provvedimento ha riguardato conti correnti, immobili, attività commerciali e autovetture di lusso che, secondo gli accertamenti degli inquirenti, sarebbero riconducibili alla coppia.

 

Le indagini

L’attività investigativa si è concentrata sulla ricostruzione dei flussi di denaro provenienti dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti. In base all’ipotesi accusatoria, nell’arco di circa dieci mesi sarebbero stati movimentati almeno 18 milioni di euro attraverso il sistema “hawala”, una rete informale di trasferimento di denaro che opera al di fuori dei tradizionali circuiti bancari.

 

Sempre secondo la ricostruzione della Procura, il denaro contante raccolto prevalentemente in Francia sarebbe stato successivamente trasferito in Italia e convogliato nell’abitazione di Capriata d’Orba. Da qui avrebbe preso avvio la fase di conversione del denaro in lingotti e lamine d’oro di valore equivalente, un’operazione che, nell’ipotesi investigativa, sarebbe stata realizzata con il coinvolgimento di operatori attivi nel settore della lavorazione dei metalli preziosi tra Piemonte e Lombardia.

La trasformazione del denaro in oro avrebbe consentito di agevolarne il trasporto verso l’estero, in particolare in Kosovo, Turchia e Marocco, rendendo più complessa la tracciabilità dei capitali e la ricostruzione della loro presunta provenienza illecita.

 

 

L’inchiesta interessa anche altri centri della provincia di Alessandria. Tra le realtà finite sotto la lente degli investigatori figurano infatti persone e società operanti nel comparto dei metalli preziosi con sede a Valenza e Novi Ligure. Secondo gli inquirenti, proprio il territorio alessandrino avrebbe rappresentato uno degli snodi della presunta rete transnazionale di riciclaggio, sulla quale sono ancora in corso ulteriori approfondimenti investigativi.