La storica Fugassa del Giovedì santo riscoperta a San Cristoforo

Una focaccia dimenticata da secoli potrebbe presto tornare sulle tavole del territorio. È la “Fugassa del Giovedì Santo”, alimento legato a una tradizione medievale ligure e di cui è rimasta traccia nei documenti dell’Archivio Parrocchiale di San Cristoforo. A riportarla alla luce è stato Andrea Scotto, appassionato di storia locale, durante le sue ricerche per un articolo che sarà pubblicato a dicembre sulla rivista “Novinostra” della Società storica del Novese.

 

Zafferetto per riportare in vita la focaccia

Le annotazioni contabili conservate negli archivi documentano l’acquisto degli ingredienti necessari a preparare le focacce in occasione del Giovedì Santo, ma non permettono di ricostruire direttamente l’antica ricetta. Per questo Scotto ha coinvolto Zafferetto, azienda agricola novese fondata dalle cognate Martina Bisio e Martina Gardella, che sta sperimentando diverse combinazioni per riportare in vita il prodotto, caratterizzato anche dalla presenza dello zafferano.

 

Proprio questa spezia rappresenta un ulteriore legame con la storia del territorio, dove la sua coltivazione e il suo commercio sono documentati già in epoca medievale e moderna. L’obiettivo non è però soltanto recuperare un’antica specialità: le nuove focacce vorrebbero diventare soprattutto un simbolo di condivisione, da spezzare e portare in tavola con familiari e amici, restituendo alla tradizione un significato contemporaneo.

 

 

Trovate l’articolo completo a cura di Maurizio Iappini nel numero di Panorama di Novi online venerdì. Per leggere il giornale basta aprire la pagina principale del sito e cliccando il tasto “Leggi l’ultimo numero del giornale” avrete accesso allo sfogliatore.

Se non avete ancora effettuato la registrazione, dopo avere premuto sul tasto “Leggi l’ultimo numero del giornale”, si apre la prima pagina: ancora un click ed ecco la schermata nella quale va inserito l’indirizzo di posta elettronica e la password creata seguendo le indicazioni ricevute.