La truffa scoperta a Cassano
Un’attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Cassano ha permesso di individuare e denunciare a piede libero tre persone, ritenute responsabili del reato di truffa in concorso. L’operazione trae origine da una serie di accertamenti avviati nel mese di gennaio, a seguito della querela sporta da un cittadino residente nella valle Scrivia.
La truffa
La vittima ha riferito di essere stata contattata su un noto social network da un sedicente operatore finanziario che, con toni rassicuranti e professionali, aveva proposto l’adesione a un programma di investimento particolarmente vantaggioso. Lo schema prevedeva il versamento di capitali con la promessa di ottenere rendite elevate in tempi estremamente ristretti.
Allettato dalla prospettiva di un guadagno facile, l’uomo è stato indotto a effettuare diversi bonifici bancari per una somma iniziale superiore a 1500 euro, destinati a vari conti correnti indicati dall’interlocutore. Le criticità sono emerse nel momento in cui il risparmiatore ha richiesto l’invio della documentazione relativa agli interessi maturati. A quel punto, il presunto broker ha interrotto ogni comunicazione, rendendosi irreperibile e bloccando i canali di contatto.
Gli accertamenti dei Carabinieri
Gli accertamenti tecnici dei Carabinieri hanno consentito di mappare i flussi finanziari e risalire agli intestatari dei conti correnti, sia bancari sia postali, utilizzati per la distrazione del denaro. Il gruppo dei falsi broker è risultato composto da tre persone, uomini e donne residenti nel nord Italia e già noti alle forze dell’ordine per precedenti penali specifici. L’attività degli inquirenti ha evidenziato la natura eterogenea del sodalizio criminale, capace di operare con abilità attraverso le piattaforme di messaggistica istantanea.
A seguito dell’episodio, si rinnova il monito dei Carabinieri a diffidare sistematicamente di chiunque, tramite telefono o social network, si presenti come esperto finanziario o legale richiedendo somme di denaro dietro promessa di lauti rendimenti. L’Arma sottolinea l’importanza di verificare sempre l’identità degli interlocutori e di segnalare tempestivamente ogni richiesta sospetta agli uffici di polizia su territorio.
