Sempre più critica la situazione all’ex Ecolibarna

A quasi quarant’anni dalle prime limitazioni all’utilizzo dell’acqua, i pozzi irrigui del Fabbricone, a Serravalle Scrivia, continueranno a non poter essere utilizzati. È quanto emerge dal quadro aggiornato sulla situazione ambientale dell’area a valle dell’ex sito industriale Ecolibarna, interessato da decenni da interventi di messa in sicurezza e contenimento della contaminazione.

Secondo quanto riferito dai rappresentanti storici del Comitato per la bonifica dell’Ecolibarna, nel corso di un confronto con gli uffici provinciali sarebbe stata confermata l’impossibilità di revocare l’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua dei pozzi per irrigare orti e giardini nelle abitazioni del rione. Una misura in vigore da circa quarant’anni, adottata dopo l’accertamento della contaminazione delle falde riconducibile alle attività dell’ex stabilimento.

 

Lavori rallentati

Dal confronto con gli enti sarebbe emerso che i lavori di messa in sicurezza risultano in una fase di rallentamento, in attesa del rinnovo dell’Accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente. Restano disponibili risorse già assegnate per alcuni interventi, ma permane incertezza sul completamento dell’intero percorso.

Il comitato ricorda come, già negli anni scorsi, fosse stata esclusa l’ipotesi di una rimozione integrale dei materiali contaminati, considerata economicamente insostenibile. La soluzione individuata aveva previsto il contenimento dell’area, il monitoraggio continuo delle acque di falda e la rimozione delle porzioni ritenute più critiche sotto il profilo ambientale.

 

 

Mancano le risorse

Resta però aperto il tema delle risorse necessarie per completare gli interventi. Mentre alcune valutazioni parlano di alcuni milioni di euro ancora da reperire per la sola messa in sicurezza, stime più recenti richiamate dalla Regione indicano un fabbisogno complessivo superiore, con una quota mancante che supererebbe i 10 milioni di euro.

Sul fronte ambientale, i dati richiamati dagli enti segnalano la presenza nell’area di differenti contaminanti, tra cui idrocarburi, composti aromatici e alifatici, fitofarmaci, sostanze organoalogenate e metalli. L’andamento delle concentrazioni rilevate non consentirebbe ancora una valutazione definitiva sull’efficacia degli interventi realizzati.

 

I residenti del Fabbricone chiedono che il percorso venga concluso nel più breve tempo possibile e pongono l’attenzione anche sulla gestione futura del sito e sul mantenimento dei controlli ambientali nel lungo periodo. A rafforzare le preoccupazioni contribuisce anche il richiamo contenuto nello studio del Ministero della Salute, che per il sito ha indicato la necessità di consolidare e aggiornare la sorveglianza epidemiologica.

 

L’intervento della maggioranza consiliare di Novi

Sul tema interviene ora anche il Consiglio comunale di Novi Ligure. I gruppi di maggioranza hanno presentato una mozione – che ha raccolto il sostegno anche del Movimento 5 Stelle – per chiedere a Provincia di Alessandria, Regione Piemonte, Ministero dell’Ambiente e, per quanto di competenza, alle istituzioni europee, di accelerare il percorso di risanamento dell’ex Ecolibarna.

Nel documento si ricorda che gli interventi realizzati fino a oggi hanno avuto principalmente una funzione di contenimento della contaminazione, mentre la bonifica definitiva non sarebbe ancora stata avviata. Viene inoltre evidenziato che solo una parte dell’area complessiva risulta completamente caratterizzata e che restano da completare le analisi e le successive operazioni di rimozione dei terreni contaminati.

 

Tra le richieste contenute nella mozione figurano uno stanziamento straordinario delle risorse mancanti, la definizione di un cronoprogramma vincolante per le attività ancora da svolgere, il coinvolgimento di eventuali programmi europei dedicati ai grandi siti industriali contaminati e l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra gli enti.

«Servono fondi, tempi certi e massima trasparenza», sostengono i promotori del documento, che chiedono inoltre aggiornamenti periodici sullo stato della contaminazione e sull’avanzamento degli interventi.

 

Secondo il segretario cittadino del Partito Democratico Daniele Mascia, «la tutela della salute pubblica e delle falde idriche non può essere ostaggio di ritardi burocratici o della mancanza di risorse» e il sito dovrebbe diventare una priorità ambientale di rilievo nazionale, con informazioni puntuali ai cittadini e un percorso definito verso il completamento della bonifica.